SpaceX | Internet veloce via satellite in tutto il pianeta

SpaceX, la società aerospaziale di Elon Musk, il patron di Tesla Motors, ha presentato al Senato degli Stati Uniti un piano per realizzare una rete di oltre 4mila satelliti, posti a 1.000 km di altitudine, in grado di assicurare connessioni internet veloci in tutto il mondo. Vediamo i dettagli dell'ambizioso piano

Già il solo numero fa paura: 4.425 satelliti, posti in un’orbita bassa attorno alla Terra, a un’altitudine compresa fra i 1.110 e 1.325 km, forniranno connessioni veloci a Internet alla popolazione dell’intero pianeta. È l’ambizioso e fantascientifico piano presentato da SpaceX – azienda fondata dal patron di Tesla, Elon Musk – al Senato degli Stati Uniti, in una audizione che aveva come oggetto le infrastrutture a larga banda.

Nelle intenzioni degli ideatori il progetto avrebbe il grande vantaggio di portare le connessioni Internet a ogni angolo della Terra, deserti compresi, dribblando tutti gli ostacoli, i costi e i tempi connessi alla realizzazione delle reti terrestri in aree remote o pericolose.

space-x-falcon-9_02.jpgPatricia Cooper, vice presidente per gli affari governativi satellitari di SpaceX, durante l'audizione al Senato Usa ha detto che la rete potrebbe essere operativa già nel 2024 se i primi lanci dovessero iniziare nel 2019. E che SpaceX ha intenzione di lanciare nello spazio un prototipo di questo genere di satelliti già entro quest’anno e un secondo nei primi mesi del 2018 utilizzando i razzi riciclabili sviluppati da Space X. I previsti lanci di test serviranno a dimostrare la possibilità di fornire connessioni Internet a postazioni che sitrovano ovunque, sulla Terra.

Secondo il progetto della società di Musk i satelliti per il web opereranno nelle bande di frequenza Ka e Ku, già ora usate per la televisione e Internet, ma saranno posizionati a un’altezza molto inferiore agli attuali geostazionari (che hanno cioè la stessa velocità di rotazione della Terra e dunque sono fissi nel cielo) e operano a circa 36mila km di distanza dalla Terra, nella cosiddetta “fascia di Clarke”.
 

Per il lancio saranno utilizzati i razzi Falcon 9. La rete progettata da SpaceX sarà in grado di adattarsi alle esigenze del traffico, dando cioè più risorse in specifiche aree nelle fasce orarie di maggiore utilizzo. E, ovviamente, non interferirà con altri sistemi. I dispositivi di ricezione degli utenti sarebbero delle dimensioni di un laptop, mentre il bit rate, ossia la velocità, dovrebbe essere simile all'attuale di cavo standard in fibra ottica (ossia almeno 100 Mbps), con un tempo di latenza di circa 35 millisecondi. A supporto della rete orbitante sono previsti centri di controllo a terra, stazioni di collegamento e altre strutture di collegamento.

“In altri termini – ha continuato Patricia Cooper – una rete con base nello spazio risolve le questioni legate all’ubicazione, agli scavi, alla posa della fibra, ai rapporti con i diritti di proprietà”.

Se è innegabile che una infrastruttura sospesa nel cielo attorno alla Terra comporta difficoltà di realizzazione, costi e tempi inferiori rispetto a una rete in fibra ottica interrata, non si può ignorare l’impatto che il sistema avrebbe sull’intasamento di quella porzione di orbita terrestre

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Infatti, già ora si stima che vi siano almeno 1.460 satelliti in orbita e il piano della SpaceX ne quadruplicherebbe il numero aumentando notevolmente, in più, il volume di quella che viene definita “spazzatura dello spazio" e rendendo problematico il lancio di altri satelliti in futuro. Vedremo nei prossimi mesi se il Senato degli Stati Uniti deciderà di approfondire l'idea o la parcheggerà... in un'orbita morta.