Ray Kurzweil : l’IA comprenderà il linguaggio umano

Riuscire a far comprendere a una macchina o, meglio, a un’intelligenza artificiale, non solo la forma di ciò che diciamo ma anche il suo vero significato: ecco il nuovo obiettivo di Ray Kurzweilil e del team Google da lui guidato. Tutti i dettagli

Di Ray Kurzweil si possono dire molte cose ma, per brevità, è sufficiente descriverlo con una sola parola: genio.

Per chi non conoscesse questo scienziato è sufficiente dire che Ray Kurzweil ha inventato la Optical Character Recognition, il riconoscimento vocale e anche la sintesi vocale, è il vincitore del Premio Lemelson (il corrispettivo del Nobel dell'ingegneria assegnato dal MIT), è stato annoverato tra i 200 geni attualmente viventi sulla faccia della Terra, ha fondatore di tre grandi aziende, ed è ritenuto l’unico vero erede di Edison.

L’uomo che da anni sostiene la teoria dell’allungamento della vita umana grazie  alla triade GNR (genetica, o più propriamente biotecnologia,  nanotecnologia e robotica) ora è al lavoro con un team di Google per sviluppare una rete neurale artificiale, ossia un software di intelligenza artificiale, in grado ci capire realmente il linguaggio naturale umano, sia parlato che scritto.

Secondo i ricercatori Chris Tar, Marc Pickett e Brian Strope, che fanno parte del gruppo di ricerca guidato da Kurzweil, un sistema per raggiungere l’obiettivo è permettere al programma di conoscere la fonte da cui proviene un’affermazione scritta o parlata.

L’esempio citato è quello del gelato: se un bambino di 6 anni esclama: <<Grande, gelato per cena!>>, il significato è molto diverso da quello che si desume se a dire la stessa frase è un adulto, come un genitore.

In parole povere, conoscendo le caratteristiche di chi parla (o scrive) si può restringere notevolmente l'insieme dei possibili significati di una frase.

Allo stesso modo, i ricercatori hanno suggerito una rete neurale profonda che prenda in considerazione lo stile di un autore e la sua personalità, in modo da potere essere in grado di prevedere (con una precisione superiore a quella che si otterrebbe con una supposizione casuale) la frase successiva di un suo libro.

Per testare l’idea, i ricercatori hanno importato il testo di mille autori diversi dal sito del progetto Gutenberg .

Ma a che pro fare tutto questo? Semplice, per innovare i prodotti di Google e renderli perfettamente tagliati sulle specifiche esigenze degli utenti. Per esempio, nel caso di  Gmail, un sistema che ci conoscesse bene, potrebbe determinare automaticamente se per rispondere ad una determinata e-mail, proveniente da una certa persona, bastano due righe. E nel caso, potrebbe comporle al posto nostro e lasciare a noi il solo compito di premere "invio"!