Oryza glaberrima | Dal riso africano la green revolution

Con il supporto dei ricercatori della Scuola Superiore Sant’Anna e dell’Università di Pisa, gli scienziati sono riusciti a sequenziare il Dna del riso africano “Oryza glaberrima”. Un riso antico di 3000 anni con caratteristiche particolari, che apre speranze per il futuro alimentare dell’umanità

Nel 2050 sul pianeta circoleranno nove miliardi di persone. Come riuscire a sfarmarle tutte? Con una nuova green revolution. Nulla a che vedere con gli Ogm, si tratta di selezionare piante con caratteristiche particolari in termini di resa superiore, resistenza verso le sostanze inquinanti, la siccità e i cambiamenti climatici, per sfruttarne appieno le potenzialità e l’adattabilità.

Un esempio concreto è il riso africano "Oryza glaberrrima", di cui la rivista Nature Genetics ha appena pubblicato i risultati del sequenziamento completo del genoma. La ricerca, guidata dalla University of Arizona ha visto la partecipazione, tra gli altri gruppi, di quelli dell’Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa e dell'Università di Pisa, identificando anche 94 individui del progenitore “Oryza barthi”.

Il riso africano non presenta la stessa origine di quello asiatico "Oryza sativa", ma è una specie del tutto differente. La sua addomesticazione, avvenuta circa 6 o 7mila anni dopo quella del riso asiatico, data 3000 anni. La coltivazione di "Oryza glaberrima" ha svolto un ruolo centrale nello sviluppo dell'agricoltura in Africa occidentale ed è stato anche il primo riso coltivato nelle Americhe. Importato nel Nuovo Continente dai portoghesi, in seguito è stato sostituito dal riso asiatico che garantiva maggiori rese.

L'analisi della sequenza del genoma di diversi individui del riso africano e del suo progenitore “Oryza barthii” ha permesso di dettagliarne la storia evolutiva e di comprendere meglio i processi di addomesticamento e di selezione ai quali è stato sottoposto. In particolare, la ricerca ha chiarito come il processo di addomesticamento abbia operato in maniera indipendente nel riso africano sullo stesso set di geni responsabili dell’addomesticamento del riso asiatico. Si è inoltre evidenziato come il luogo in cui il riso africano è stato reso coltivabile debba essere rintracciato in un'unica località lungo il fiume Niger e non in diverse località africane distanti tra loro.

Il sequenziamento del genoma di "Oryza glaberrima" apre nuove prospettive per rispondere alle future richieste alimentari della popolazione mondiale in costante aumento. <<Abbiamo assoluta necessità di una nuova ‘rivoluzione verde’, in grado di individuare vegetali che offrano rese due o tre volte superiori alle attuali e che richiedano limitate esigenze di acqua, di fertilizzanti e di pesticidi>>, spiega Andrea Zuccolo, ricercatore afferente all'Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant'Anna.

In questo senso, il riso è una delle specie più promettenti: <<La disponibilità della sequenza completa di ‘Oryza glaberrima’ offre un'opportunità senza precedenti per identificare e per sfruttare caratteristiche di particolare interesse agronomico: questo riso possiede una forte resistenza alla siccità, all'elevata acidità del suolo, alla tossicità da ferro e a quella da alluminio” >>.

(28 luglio 2014)