Kinect, dai videogame alla guerra fredda

Il dispositivo per Xbox, che consente ai giocatori di giocare interattivamente, da qualche mese è stato dispiegato anche lungo i confini sudcoreani per il controllo delle intrusioni nemiche

zdc kinect

Dai videogame interattivi al controllo delle frontiere: il software del Kinect di Microsoft è entrato a far parte della guerra fredda in corso da sessant’anni tra la Corea del Nord e la Corea del Sud. Il sensore, che permette di giocare liberamente intercettando i movimenti dei giocatori, è stato infatti adattato a un dispositivo impiegato per il controllo della Zona demilitarizzata coreana (ZDC). Stabilita nel 1953 alla fine della guerra di Corea, si tratta di una striscia di terra lunga 248 km e larga circa 4 km, che corre lungo il 38° parallelo e funge da cuscinetto tra i due Paesi in perenne tensione.

Ad operare la trasformazione del Kinect da un innocuo congegno per il divertimento a strumento per la difesa, ha provveduto Ko Jae-Kwan, uno sviluppatore sudcoreano presidente della Saewan Co. Grazie alla capacità del dispositivo di riuscire a distinguere tra movimento umano e animale e individuare anche la provenienza e la direzione di suoni e rumori, nell’agosto 2013 l’esercito della Corea del Sud l’ha prontamente adottato per la sorveglianza di alcuni tratti della ZDC e il monitoraggio di eventuali intrusioni nemiche. In quali punti sia dispiegato, però, è top secret.

(7 febbraio 2014)