Rapid liquid printing, la stampa 3D si fa nel gel

Un sistema rivoluzionario (e ipnotico!) messo a punto dal MIT consente di creare oggetti in gomma, plastica e metalli lavorando un gel contenuto in una vasca. Tutti i dettagli e il video

Lavorare gli oggetti 3D con una tecnica liquida invece che solida. La speciale stampante che lo consente si chiama “Rapid liquid printing” ed è stata messa a punto dal Self-Assembly Lab del Massachussets Institute of Technology, in collaborazione con lo storico studio di progettazione e design Steelcase , fondato nel 1912 in Michigan.


Il tavolo di Christophe Guberan

Funziona così: direttamente dentro un contenitore riempito di gel, attraverso l’iniezione di un agente chimico solidificante, si modella l’oggetto desiderato. La preparazione del gel tramite miscelazione richiede circa un’ora; se si utilizza un materiale molto denso può essere necessario modificarne la composizione ma, in generale, la densità non rappresenta un problema. Il gel serve anche a vincere la forza di gravità, di modo che la produzione avviene in modo sospeso, un po’ come se l’oggetto galleggiasse. Al termine della produzione il volume realizzato si estrae e non deve subire ulteriori lavorazioni.

A seconda della grandezza della vasca utilizzata, poi, si possono stampare cose di ogni formato e grandezza in gomma, schiuma, plastica e anche metalli, in tempi decisamente ridotti rispetto ai metodi di stampa 3D tradizionali.

In praticail sistema supera i limiti della normale stampa 3D: l’impossibilità (o comunue la grane difficoltà) di produrre oggetti grandi, il limite del materiale da usare, visto che non tutti si possono impiegare e la tempistica abbastanza lunghi, visto che il procedimento di stampa avviene strato per strato.

Sebbene ancora in fase di sperimentazione, Rapid liquid printing apre di fatto aprire nuove strade alla stampa in diversi settori, tra cui quello dell’arredamento per uffici. Non a caso all’ultima Mostra del mobile di Milano è stato esposto un tavolo realizzato dal designer Christophe Guberan utilizzando proprio la tecnica di stampa “liquida” del MIT.

Sotto il video dimostrativo