L'auto del futuro è già in viaggio

Entro il 2020 le grandi aziende dell'automotive contano di immettere sul mercato modelli ultra hi-tech, in grado di integrarsi anche con i dispositivi indossabili. E mentre Hitachi, Kenwood e gli altri giganti dell'elettronica sono al lavoro, parte la ricorsa a Big G e alla sua auto senza pilota a bordo

Dalle macchine che volano a quelle che restano con le ruote per terra, il dato certo è che si sta andando rapidamente verso autovetture sempre più tecnologiche, a vari livelli. Da un punto di vista del mezzo in sé, entro il 2020 le aziende automobilistiche contano di immettere sul mercato modelli altamente evoluti e in gran parte autonomi. A tale scopo, numerose aziende hi-tech sono al lavoro per sviluppare e mettere a punto i software e l’hardware che andranno a integrare i sistemi di guida del prossimo futuro. Hitachi, per esempio, ha realizzato un sistema di parcheggio automatico del veicolo, che spera di commercializzare già nel 2018. Pioneer, dal canto suo, è all’opera per la creazione di uno specchietto retrovisore dotato di touch screen, in grado di visualizzare mappe e informazioni, mentre Jvc Kenwood ha sviluppato un sistema che sostituisce gli specchietti laterali con due telecamere, in grado di riprendere quanto avviene intorno al veicolo e rilevare l’eventuale presenza di pedoni anche di notte.

Durante il Salone di Detroit dello scorso gennaio, poi, Panasonic ha svelato un sistema che consente di visualizzare su un unico schermo tutte le informazioni essenziali sul veicolo. Tempo massimo due anni, l’azienda vuole rilasciare anche un sistema che consenta di controllare le portiere, la regolazione dell’aria condizionata e altre funzionalità utili, direttamente da uno smartphone. Secondo stime effettuate dal gruppo GSMA, il mercato dei i sistemi tecno per le automobili già nel 2018 arriverà a valere circa 39 miliardi di euro. Nel frattempo anche la corsa alla realizzazione dell’automobile driverless, ossia senza conducente al volante, è in accelerazione: da che Google ha annunciato di voler rilasciare il suo modello nel 2017 (qui sotto un prototipo), l’intero settore automotive è partito all’inseguimento e Nissan e Daimler sperano di avere dei modelli pronti con i quali competere con Big G, se non prima di quella data, almeno a ridosso.

La Lexus Rx450H guida da sola grazie a Google

Spostandoci dal veicolo al guidatore, un’altra tendenza è l’integrazione dei sistemi di tecnologia indossabili dalle persone con le automobili. Anche in questo caso gli addetti ai lavori sono ottimisti sulla massiccia crescita del settore: stando ai dati divulgati, entro il 2019 il 90% delle autovetture interagirà e si interfaccerà con la wearable technology, direttamente o tramite smartphone. Gli esempi che indicano quale direzione stia prendendo il nuovo indotto non mancano: l'integrazione dei sistemi tecnologici di sicurezza ADAS (Advanced Driver Assistance Systems) prodotti da società quali Harman e il sistema di infotainment Blue Link di Hyundai con i Google Glass, l’applicazione Digital DriveStyle di Mercedes che interagisce con lo smartwatch Pebble, e quello i3 EV di Bmw con l’orologio multimediale Samsung Galaxy Gear, ne sono una prova.

Non resta dunque che aspettare e seguire gli eventi, tenendo un occhio attento a come evolverà il Codice della Strada, unico impedimento che potrebbe frenare l’espansione delle nuove tecnologie per la guida.

Nel video che segue, una breve demo di come funziona il sistema Hyundai Blue Link usando i Google Glass