Il vino hi-tech che punta alla natura

Sistemi ultra tecnologici per produrre vino senza solfiti: la sfida dei fratelli Castagnedi nella tenuta Sant'Antonio. E l'Amarone diventa SO2 free

Quattro fratelli e una grande passione: il vino. È così che nasce la Tenuta Sant’Antonio , 80 ettari di vigna adagiata sui fianchi delle colline di Colognola ai Colli, circa 14 km a est di Verona, in Veneto, e nella zona dei Monti Garbi. ‘Garbi’, nel dialetto del posto, significa aspro, duro. Un terreno difficile, insomma, che Armando, Tiziano, Paolo e Massimo Castagnedi affrontano con piglio deciso per produrre Amarone, Valpolicella, Soave e Scaia. Ed è in casi come questi che ‘natura’ fa rima con ‘tecnologia’ ed entra in gioco il sistema di piantumazione a guida laser. Un esempio sono le macchine agricole con tecnologia Wagner. Grazie a questi sistemi mobili hi-tech diventa possibile piantare le viti anche sui terreni più impervi, con una precisione millimetrica. La trapiantatrice, posizionata dietro la trattrice, è collegata al satellite che è in grado di guidarla e indirizzarla per piantare gli arbusti e, eventualmente, anche i pali di sostegno, garantendo il controllo sia della tracciatura del filare che della distanza tra le viti.

La macchina si adatta all’inclinazione del campo in modo da piantare sempre verticalmente ed è in grado di costruire mappe georeferenziate e precise grazie al controllo del Gps. Inoltre fotografa e trasmette ad un monitor l’immagine dell’appezzamento. «Sfruttando sistemi evoluti come questo», ci spiega Tiziano Castagnedi, «in base alla composizione del terreno e alla sua inclinazione abbiamo potuto decidere il posizionamento dei filari e le distanze tra di essi: una volta inseriti nella mappa i dati, infatti, li abbiamo rinviati al satellite che, a sua volta, li ha ritrasmessi al segnale gps dirigendo correttamente la macchina trainata dalla trattrice». Da notare che il sistema ha un margine di errore di 1 solo millimetro per chilometro.

«Così, da qualunque punto vengano guardate le viti, i filari sono piantati sul terreno in modo rettilineo e parallelo e possiamo sfruttare al massimo l’appezzamento, liberi di decidere anche in futuro di ampliarlo senza errori, con l’introduzione di nuove viti e relativi pali di sostegno», aggiunge Castagnedi.

In un mix di tecnologia e sapienze antiche, dopo aver conseguito numerosi premi per i loro vini, l’obiettivo dei fratelli Gastagnedi è proporre il prezioso liquido rosso nel modo più naturale possibile: «L’evoluzione tecnologica ci supporta nelle fasi di lavorazione più faticose, come appunto, quelle della gestione del terreno», spiega Tiziano: «e ciò permette di concentrarsi e indirizzare tutti gli sforzi sullo scopo finale, che resta produrre ottimo vino». Magari privo di solfiti, come il Télos, un Amarone della Valpolicella DOCG, da poco presentato dalla famiglia di viticoltori. Per produrre i vini SO2free si attua una tecnica di lavorazione attenta a garantire tutte le accortezze e procedure in grado di mantenere la salubrità del vino. A tale scopo si utilizzano solo prodotti organici, non si usano sali azotati e si mantiene il più possibile la catena del freddo con dei frigo appositi. «L’Amarone Télos», conclude Paolo Castagnedi, un altro dei quattro fratelli: «apre un percorso di mutamento agronomico ed enologico a una delle più prestigiose denominazioni d'Italia: per noi è la realizzazione di un progetto nato 5 anni fa e che si rivolge in modo particolare a coloro che ricercano prodotti ottenuti da un maggior rispetto dell’ambiente». (10 marzo 2014)