Strage al Charlie Hebdo, la risposta della rete

Alla rete non si può sparare con un kalashnikov. Non la si può fermare con un colpo di pistola, non la si può controllare con la violenza. Ed è quindi in rete, sui social network, che giornali, istituzioni e utenti stanno riversando il loro sdegno per il vigliacco e premeditato atto terroristico che finora ha causato la morte di 12 persone tra redattori e vignettisti dello storico giornale satirico francese Charlie Hebdo e alcuni dei poliziotti intervenuti sul luogo.

Tra le vittime il direttore Stephane Charbonnier (Charb) e i disegnatori Georges Wolinski, Jean Cabut (Cabu) e Bernard Verlhac (Tignous). Otto i feriti, di cui 4 gravissimi.

Contro chi cerca di sottomettere la libertà d’espressione in nome di una falsa idea della religione, dedichiamo questa carrellata di immagini dal web.


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