WEB | CHARITYSTARS, ALL’ASTA CON I VIP

Le scarpe usate durante lo ‘Schiena Tour’ dalla giovane cantante Emma Marrone sono state battute per 761 euro e aggiudicate a tal Fadanta1 (ovviamente un nickname); un giro di pista, in compagnia del campione di Formula Uno David Coulthard, è andato via per 2mila euro, mentre un incontro a tu per tu con Lorella Cuccarini, nel backstage di Rapunzel, per 150 euro. I proventi, tolte le spese di organizzazione, gestione, logistica, stampa ecc, sono andate per l’85% in beneficenza, cioè ad associazioni ed enti no profit che hanno in piedi dei progetti validi da sostenere. Parliamo di Terre des Hommes, Wwf, l’Ospedale Meyer di Firenze e molti altri.

Perché CharityStars funziona così: le organizzazioni presentano dei programmi di aiuto al prossimo – dalla diabetologia infantile alla lotta ai disturbi alimentari, fino a questioni ancora più complesse -, il Vip contattato dalla piattaforma decide cosa mettere all’incanto e a favore di quale progetto, e parte l’asta, alla quale possono partecipare tutti gli utenti della rete.

Ogni settimana ci sono decine di possibilità di fare la propria offerta, scegliendo le proposte che più piacciono, all’interno di una delle dieci categorie del sito (incontri con Vip, sport, musica, cinema, tv, business, fashion, arte e design, travel, special e varie).

Al momento, per esempio, tra le tante, sono ancora aperte quelle per aggiudicarsi la borsa Sofia Limited edition n.1 di Salvatore Ferragamo, la Harley-Davidson Sportster 1200 Nightster, livrea speciale Simoncelli, consegnata dal portiere del Milan Christian Abbiati e due pass per Casa Sanremo del prossimo 13 febbraio.

Con questo sistema, in soli 18 mesi dalla sua creazione, CharityStars è riuscita a raccogliere oltre 1 milione di euro. Una vera cifra per un’idea vincente tutta italiana.

La start up che ha dato vita alla piattaforma, infatti, è stata realizzata da tre under 30. Si tratta di Manuela Ravalli, già blogger di ‘Love Mimì’, Francesco Nazari Fusetti, ideatore della nota community studentesca ‘Scuola Zoo’, e Domenico Gravagno, fondatore di Pane&Design, un’agenzia di comunicazione e ict siciliana.

 

 

<<Quando abbiamo iniziato quest’avventura alcuni mesi fa>>, racconta Manuela Ravalli, <<la difficoltà più grande era farci conoscere e accreditarci con i nostri partner, celebrità e terzo settore. In poco tempo, però, abbiamo realizzato centinaia di aste e finanziato 120 progetti>>.

CharityStars ha due sedi, una a Milano e una a Londra aperta in dicembre, grazie a un contributo di 360mila dollari assegnato da 360by360 (promosso da 360 Capital Partners).

L'Università di Berkeley in California ha incluso CharityStars tra le venti startup con il maggior impatto sociale al mondo, misurabile proporzionalmente con i fondi che la piattaforma raccoglie, al netto di una commissione del 15% per il proprio sostentamento.

Per incrementare ulteriormente la raccolta benefica, poi, i tre connazionali hanno anche ideato una tecnologia inedita chiamata Live Bidding: in via del tutto eccezionale, alcune aste on line già chiuse vengono riaperte. Gli invitati possono fare le loro offerte ma solo per cifre superiori alla più alta offerta proveniente dal web, fatta in precedenza da un utente che potrà collegarsi in live streaming per alzare la posta. Con questo sistema le associazioni Make-A-Wish Italia Onlus e Bambini Cardiopatici nel Mondo hanno beneficiato rispettivamente di 15mila e 16mila euro.

<<Nel 2015>>, conclude Ravalli, <<contiamo di triplicare la raccolta economica, puntiamo ad internazionalizzarci ulteriormente e a coinvolgere un numero sempre più elevato di enti non profit ai quali poter fornire i nostri servizi. Crediamo fortemente nel progetto e siamo motivatissimi. Non a caso "live a dream, make a change" è il nostro motto>>.

Detto ciò, chi offre di più?

 

 

 

(16 gennaio 2015)