TURTLE SENSE, I SENSORI PER LE BABY TARTARUGHE MARINE

Turtle Sense è un progetto in via di sperimentazione che aiuta a preservare la tartarughe marine, monitorando la schiusa delle uova. Con soddisfazione degli operatori balneari, che non devono più bloccare le spiagge, e grazie alla tecnologia di Telit

Ogni anno, lungo le coste del North Carolina, negli Stati Uniti, migliaia di uova di tartarughe marine, della specie Caretta Caretta, si schiudono sulla spiaggia. I piccoli iniziano così la loro corsa verso l’Oceano. E’ l’inizio di un’avventura meravigliosa. Ma non senza qualche problema di conciliazione tra le istanze della natura e di quanti vogliano preservarla e le esigenze (quasi sempre di tipo economico) delle altre persone. A Cape Hatteras National Seashore, la zona interessata al fenomeno riproduttivo, per ottemperare all’Endangered Species Act, la legge per la salvaguardia delle specie in via di estinzione, ogni qualvolta viene rinvenuto un nido di tartaruga, è obbligo recintare la zona e interdirla ai bagnanti. Con grande disappunto degli operatori del turismo balneare. Ogni anno, infatti, le tartarughe marine di sesso femminile tornano alle spiagge in cui sono nate per deporre le proprie uova. Alcuni mesi dopo, i piccoli fuoriescono dai loro gusci e si muovono verso l’oceano. Oggi, quando un nido di tartaruga viene rinvenuto sulla spiaggia, viene costruita una piccola recinzione per tenere lontani pedoni e veicoli. Dopo circa 50-55 giorni, la recinzione viene ampliata e, spesso, preclusa la spiaggia ai bagnanti.

baby-sea-turtles.jpg

Grazie all’uso etico delle nuove tecnologie, Nerds Without Borders, un gruppo variegato di ingegneri, attivisti, scienziati, biologi e volenterosi che dedicano parte del loro tempo libero ad escogitare sistemi per ovviare alle problematiche che affliggono il pianeta, ha trovato la soluzione: pronosticare la schiusa delle uova. Il progetto, ancora in fase sperimentale, si chiama Turtle Sense e consiste in un sistema di monitoraggio, realizzato con sensori di temperatura e movimento inseriti nei nidi e l’ausilio di moduli HE910 di Telit.

Telit-HE910

Nella foto sopra, il modulo Telit HE910

 

I sensori sono controllati da un microprocessore che comunica con un secondo microprocessore integrato in un modem e trasmette i dati via cloud, attraverso la rete cellulare mobile m2mAIR di Telit. Per aumentare la durata della batteria durante il periodo di nidificazione, incubazione e schiusa, la trasmissione dei dati comincia piano e a intermittenza e aumenta in frequenza una volta che viene monitorata l’attività. <<Se avremo successo>>, spiegano nel loro siti i membri di Nerds Without Borders, <<le spiagge saranno bloccate per un tempo molto più breve: è uno scenario win-win-win-win-win, buono per i visitatori di Cape Hatteras National Seashore, per i bagnanti, per il National Park Service, per l'economia locale e, soprattutto, per le tartarughe marine ormai in via di estinzione in molte parti del mondo >>. Le informazioni sulla cova dei nidi saranno rese pubbliche. I dati risulteranno così utili non solo per i ricercatori ma anche per le autorità del territorio, che potranno sviluppare un ecoturismo più consapevole. (30 luglio 2014)