Talon 13, il guardiano dei porti

Ultima creatura del Cmre, il Centro Nato per la Ricerca Marittima e la Sperimentazione, Talon 13 è un sistema tecnologico di 'data fusion' per la protezione di aree costiere sensibli. Lo scopo è individuare tempestivamente eventuali intrusioni pericolose e far scattare risposte di emergenza efficaci ma non lesive. Siamo andati al centro Nato di La Spezia per saperne di più

Fossimo stati in montagna avremmo potuto dire ‘tempo da lupi’ ma trovandoci in quel del porto di La Spezia, tra pioggia incessante, vento forte, nuvole basse e freddo pungente, se di lupi si trattava erano solo di mare. L’occasione che ci ha spinto a partire all’alba, in piena allerta meteo, e affrontare numerosi chilometri di autostrada per giungere puntuali di mattina su un molo militare della cittadina ligure, è Talon 13, l’ultimo ritrovato del Cmre, il Centro Nato per la Ricerca Marittima e la Sperimentazione di La Spezia, voluto dall’Alleanza Atlantica in risposta agli atti di terrorismo degli ultimi anni. Si tratta di un sistema tecnologico non cruento per la protezione dei porti militari, turistici e commerciali. Insomma di tutte le aree strategiche e sensibili. Utile anche per la sicurezza delle navi in missione all’estero, Talon 13 si occupa d’integrare i dati forniti da diverse fonti, già presenti sul territorio, con apparecchiature non letali per avviso e deterrenza, inserendoli in un unico quadro che fotografa la situazione di un dato porto. Radar, videocamere, sonar e ricevitori Ais massimizzano così le informazioni raccolte in un unico sistema di ‘data fusion’, fusione dei dati, elaborando una panoramica generale molto più dettagliata di quella che si ottiene normalmente dall’analisi delle informazioni fornite dalle singole fonti. «Con Talon 13, i dati raccolti da sensori eterogenei come telecamere, radar e sensori termici», ci spiega Manlio Oddone, ingegnere del Cmre, «vengono trasmessi a un’unica centrale operativa attraverso rete satellitare ed elaborati dal sistema dotato di un’intelligenza capace di valutare autonomamente il grado di pericolosità di un’eventuale intrusione e attivare una reazione efficace e proporzionata all’entità della minaccia». Se Talon rileva anomalie nel comportamento di un’imbarcazione o la presenza di un sub all’interno dell’area portuale, attiva in progressione una serie di avvisi che mettono in guardia l’intruso dal continuare la sua avanzata.

L’escalation di risposte prevede tre fasi principali. Il primo ad essere attivato è un segnale acustico di allerta, udibile fino a 450 metri di distanza da un uomo su un gommone che naviga a 35 nodi, come pure sott’acqua.
Se l’eventuale intruso non desiste, allora Talon 13 fa scattare il laser dazzler, un fascio di luce molto potente che abbaglia l’intruso, accecandolo temporaneamente senza danni permanenti. Se neppure il laser si rivela efficace, allora il sistema spara una rete che, incagliandosi tra le eliche, ostacola materialmente l’avanzata del natante o impedisce la libertà di movimento nel caso di un sub.

«Talon si rivela prezioso soprattutto quando ci sono condizioni climatiche avverse, come forti precipitazioni o mare mosso, in quanto le barche di sorveglianza hanno difficoltà ad uscire», ci racconta Andrew Pickup, vicedirettore del Cmre.
Va detto, però, che il sistema del Cmre, il cui nome mitologico deriva dal gigante di bronzo posto a sorveglianza dell’isola di Creta, Talon appunto, sebbene perfettamente funzionante, non è disponibile per il mercato. «Talon», ci spiega Oddone, «è una ricerca applicata che serve per trasferire conoscenze alle aziende che poi vorranno produrre materialmente la tecnologia». Quanto all’esistenza di accordi in via di perfezionamento con le industrie hi-tech, la riposta che, ormai congelati, ci sentiamo rivolgere è: «spiacenti, top secret!».