POLITECNICO DI TORINO | L'AUTO ELETTRICA FA NVIDIA

La Squadra Corse del politecnico di Torino punta al full electric e sceglie la tecnologia Nvidia per andare più veloce nella progettazione della monoposto per il campionato del mondo Formula Sae.

La notizia è di ieri: 30 studenti della facoltà di ingegneria dell'Università di Brescia hanno presentato Brixia 1, auto da corsa che, il prossimo settembre a Varano (Pr), parteciperà al campionato Formula Student. E questo non è che l'ultimo tassello di quello che sembra un momento d'oro per gli sport motoristici e l'università italiana. Infatti, a poche centinaia di chilometri di distanza, è al lavoro la Squadra corse del Politecnico di Torino. Ogni anno, dal 2004, il team piemontese progetta e costruisce un prototipo di auto monoposto e, dal 2005, è iscritto al campionato del Mondo Formula Sae (Society of automotive engineers). La Formula Sae , attiva dal 1981, è una competizione tra università di tutto il mondo e richiede ai partecipanti di progettare e costruire un'auto da corsa, partendo dall'idea di un'ipotetica società che commissiona al team un prototipo di auto con caratteristiche precise. Il prototipo viene valutato dagli esperti durante tutte le fasi della realizzazione e, alla fine messo in pista.

La vettura SCR della squadra corse del politecnico di Torino

«La Squadra corse sta testando la vettura che partecipa alle competizioni di quest'anno,» ci racconta Andrea Prete, mechanical division ergonomics, pedal box system, dashboard & posture designer della squadra. «Nello stesso tempo stiamo procedendo con lo sviluppo della vettura che correrà la prossima stagione».

E non si tratta di un'auto qualunque: dal 2012, infatti, il team piemontese partecipa al campionato nella categoria “Full electric” con la vettura Scr. È stato il primo gruppo italiano a preparare una vettura completamente elettrica e, già al debutto, si è classificato al 7° posto assoluto, in un rank mondiale di ben 70 partecipanti.


TRICOLORI AL 100%
«Noi italiani ci distinguiamo per passione, tenacia e per lo stile delle nostre vetture», continua Prete, «abbiamo grandissime potenzialità e un enorme background tecnico da cui attingere. Purtroppo, la situazione economica delle imprese italiane non favorisce lo sviluppo dell'attività di ricerca».

E allora, come molte alte volte in questi casi, la creatività italiana dà una mano alla mancanza di investimenti. Questa volta, per migliorare il lavoro di progettazione, ridurre i tempi di sviluppo e delle simulazioni (in una parola l'efficienza complessiva nelle fasi di progettazione della vettura, vero momento cruciale nello sviluppo del prototipo), la Squadra Corse ha deciso di passare alla tecnologia di Nvidia, e precisamente alla Gpu Quadro 5000, progettata per le workstation professionali.

Nvidia Quadro N5000

Si tratta di una scheda grafica hi-end motorizzata dal chip Kepler GK110, che incorpora la bellezza di 7,1 miliardi di transistor. La Gpu Quadro, inoltre, dispone di ben 1.536 core di elaborazione Cuda. Cuda è un'architettura che, lavorando in parallelo, permette un deciso aumento delle prestazioni grazie allo sfruttamento della potenza di calcolo delle unità di elaborazione grafica (gpu) anziché quella della classica cpu del computer.


LA TECNOLOGIA NVIDIA CUDA
«La tecnologia Cuda ha portato diversi vantaggi al team e il principale è quello del risparmio di tempo e di workstation da dedicare ai render», commenta Prete. «Infatti, prima si creava una render farm per sfruttare il maggior numero possibile di core per il rendering dei progetti dei componenti della vettura. La velocità di elaborazione era ottenuta a discapito del numero di postazioni libere da dedicare ad altre attività. Ora, invece, con un solo pc e in pochi giorni riusciamo a smaltire la stessa mole di lavoro ottenendo, in più, un risultato di migliore qualità».

Il rendering di un componente della Scr

A questo proposito, il team ha utilizzato la Nvidia Quadro per la preparazione di una delle prove previste dal regolamento, il Cost Event. Si tratta di un incontro in cui la squadra deve presentare il Cost Report, il documento che presenta le fasi di progetto e produzione della vettura, i costi di produzione e i render di ogni singolo componente montato in macchina. L'Scr ha più di 3.000 parti da renderizzare (sopra, un particolare del rendering dei freni) e, grazie a Quadro, il tempo di realizzazione è passato da una settimana a due giorni. In particolare, per creare il rendering di un componente in risoluzione 4k (3.840 x 2.160 pixel) con il software Bunkspeed di Dassault Systèmes, i 7.516 passaggi sono stati eseguiti in appena due ore di elaborazione.

Attendete il caricamento al 100% dell'animazione interattiva qui sotto e usate il mouse (e la rotellina per zoomare) per vedere ogni lato della nuova vettura Scr realizzata dalla squadra corse del Politecnico di Torino


È TUTTO NUOVO
Rispetto alla partecipazione al campionato del 2012 quest'anno sono cambiate molte cose e non solo dal lato della progettazione. «La vettura SC12 era un ibrido tra vecchie tecnologie (telaio tubolare in acciaio e trasmissione a catena) e nuove tecnologie (trazione elettrica, differenziale elettronico)», continua Prete «e questo ha favorito lo sviluppo di conoscenze in un ambito totalmente nuovo, ci ha permesso di osare ancora di più nella progettazione della nuova vettura Scr».

La vettura SCR della squadra corse del politecnico di Torino

Osare di più significa, per esempio, il passaggio al telaio monoscocca, al volante in fibra di carbonio (foto sotto) e alla trasmissione a ruote dentate. A questi si è aggiunto un nuovo pacchetto aerodinamico e una maggiore attenzione all'ergonomia del veicolo. Tutte caratteristiche, queste, che hanno permesso al team di portarsi ai livelli dei tedeschi.

Il rendering del volante della Scr

E sì, perché la squadra da battere, manco a dirlo, è quella della Germania: «dalla loro parte hanno un grande supporto dalle aziende, ma anche noi stiamo dando il massimo», chiosa Prete. «E così, mentre lavoriamo per preparare al meglio l'Scr per il podio, nello stesso tempo puntiamo a ultimare lo sviluppo della nuova vettura e sperimentare soluzioni tecniche innovative e mai provate prima dalla nostra Squadra Corse, cercando di alzare sempre di più il livello tecnico della vettura per contrastare il potere dei team tedeschi».
Insomma ancora una volta la creatività, la passione e la competenza italiana portano grandi risultati laddove, altri, arrivano soprattutto grazie a montagne di soldi. Chissà cosa accadrebbe se li avessimo anche noi.

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(25 luglio 2014)