Lotta di genere su PPH. Ma è un pesce d’aprile

Il noto marketplace PeoplePerHour annuncia la divisione in due del sito: una parte azzurra per gli uomini e una rosa per le donne. Scoppia la bagarre tra gli utenti ma è un april fool, un pesce d'aprile. Anche se in molti continuano a discuterne, indignati, da ore!

In molti, anzi, moltissimi ci sono cascati, prima di rendersi conto che, il 1 aprile, un annuncio di questo tipo non era molto credibile: PeoplePerHour, il popolare marketplace per freelance, dove chiunque può mettere a frutto le proprie abilità fissando un prezzo orario e vendendo il proprio lavoro al vasto pubblico della rete, si divide in due. Da una parte gli uomini, dall’altro le donne. Il motivo è, come spesso avviene nel mondo reale, l’incomprensione.

Questa la spiegazione fornita in una circolare via mail arrivata a tutti gli iscritti – sellers e buyer – registrati sulla piattaforma:

<<Cari PPHers, come ormai sapete, ci piacciono i numeri e le analisi. Una delle ultime intuizioni che è apparsa nella nostra sfera di cristallo è che i lavori che non vanno a buon fine e finiscono in un litigio sono quasi esclusivamente quelli contrattati con persone di sesso opposto.

Sembra che la tesi che gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere non valga solo per le relazioni romantiche ma anche per i rapporti di lavoro, soprattutto quelli autonomi svolti online. Forse la mancanza di contatto fisico accentua le differenze dei generi, rendendo il lavoro virtuale più impegnativo.

Per risolvere il problema abbiamo deciso di dividere il nostro sito in due. Proprio come siamo abituati ad avere i bagni per le donne e quelli per gli uomini d'ora in poi, quando entrerete nel sito, potrete scegliere tra MenPerHour o WomenPerHour>>.

Per rincarare la dose e accendere ulteriormente gli animi, il testo indica anche l’obbligatorietà della foto sul profilo dell’iscritto, a testimonianza del suo vero sesso.

E tra quanti rivendicano il proprio diritto all'anonimato, chi accusa il sito di sessismo e coloro che vedono compromesso il loro business, scoppia la bagarre.

<<Per evitare che le persone bypassino il sistema imporremo un’immagine istantanea obbligatoria in entrata.
Quando farete clic sul pulsante di scelta la webcam del vostro pc sarà attivata e vi scatteremo una foto. Grazie a un software codificato potremo riconoscere se siete un maschio o una femmina e, sulla base di ciò, se potete procedere o meno
>>.

A stuzzicare gli animi più suscettibili e infiammabili non mancano poi alcuni consigli su come venire al meglio in foto. Per le donne, per esempio, mettere un po’ di lucidalabbra, sorridere, lasciare i capelli sciolti. Per gli uomini mettere bene in mostra la mascella e non mangiarsi le unghie.

In poche ore moltissimi iscritti minacciavano di abbandonare la piattaforma, accumulando nel blog 750 commenti e continuando la discussione anche su Twitter con l’hashtag #gendersplit, consigliato da PPH stesso. Nello stesso tempo, molto probabilmente, Xenios Thrasyvoulou e Simos Kitiris, fondatori del marketplace, insieme al loro team se la ridevano a crepapelle.

(1 aprile 2014)