L'olovisore Meta2 sposa il virtuale con la realtà

Uno squillo segnala che è in arrivo una chiamata. Davanti a noi appaiono le icone "rispondi" e "rifiuta". Un gesto della mano nell’aria e rispondiamo: ecco che di fronte abbamo il nostro amico o, meglio, il suo ologramma. Un breve scambio di saluti e si passa a parlare del progetto a cui stiamo collaborando: l’amico in versione ologramma vuole mostrarci i progressi, allunga una mano, afferra l’ologramma di un oggetto 3D e…ce lo passa! Lo prendiamo a nostra volta ed ora è nostro. Adesso siamo liberi di modificarlo ulteriormente e, magari, scambiarlo con qualche altro collaboratore.

Un invio di file, insomma, come facciamo tutti i giorni con la posta elettronica e i relativi allegati. Solo che il file è "tangibile", smontabile in tanti layer, analizzabile in ogni suo componente, ri-assemblabile e condivisibile con chi vogliamo.

meta2-footage.jpgE ancora: decidiamo di acquistare un paio di scarpe. Puntiamo il dito e scorriamo i siti di e-commerce, poi ancora un gesto e selezioniamo il modello che fa per noi: le scarpe escono dallo schermo impalpabile, si "materializzano", le tocchiamo e iniziamo a ruotarle, guardiamo come sono fatte, strato per strato, sbirciando anche dall’alto se ci piace la soletta interna. Non ci hanno convinto, però, quindi, con un semplice movimento, le restituiamo alla videata da cui le abbiamo prelevate.

Nessuna magia, solo il risultato dell'azione dello speciale visore per la realtà aumentata Meta2.

Lo abbiamo provato immersi all'interno della sede di Toyota Motors Italia alle porte di Roma, progettata dall'archistar giapponese Shigeru Iwakiri. Un luogo interdetto alle  auto (anche quella dell'amministartore delegato Andrea Carlucci che, come tutti, dipendenti e visitatori, deve percorrere a piedi il lungo viale che conduce all'entrata), curatissimo nei dettagli, pieno di verde e silenzio (e di relax!), ampi spazi esterni e interni, e una vetrata che riveste l'intera facciata dell'edificio, permettendo alla luce naturale di filtrare e avere  sempre avanti a sé l'orizzonte.


Meta2 di MetaVision

Meta2 è il risultato del lavoro di Metavision, una giovane start-up newyorchese, svezzata nella Silicon Valley, che ha appena ricevuto un secondo finanziamento di 50 milioni di dollari per la qualità del suo prodotto. Del team dell'azienda fa parte anche lo scienziato e professore dell'Università di Toronto Steve Mann, uno che ha inventato gli occhiali virtuali 30 anni fa.

Possiamo definire Meta2 come un olovisore, che consente di lavorare da soli o in più persone a un medesimo progetto, sia che ci si trovi nella stessa stanza o 1.000 km di distanza, come pure di  navigare nel web, leggere, scrivere la posta elettronica, acquistare on line e svariate altre azioni, semplicemente gesticolando nell’aria.

Tutto il mondo digitale è davanti a noi senza che quello reale scompaia dalla nostra vista

La differenza tra un visore per la realtà virtuale e un olovisore, infatti, è che non ci è impedita la vista, non siamo immersi in un alter mondo fatto di pixel ma, quando vogliamo o ce n’è bisogno, possiamo sovrapporla senza estraniarci.

Comodo da indossare anche sugli occhiali da vista (noi non abbiamo provato alcun fastidio), il fatto di non restare isolati dal mondo circostante non provoca disturbi quali vertigini o nausea e il tutto si svolge in maniera molto naturale. L’unica sensazione sgradevole che abbiamo sperimentato si è verificata nel momento in cui, al termine della prova, abbiamo dovuto... restituire il visore!

Appena usciti dall'esperienza qualcuno ci ha chiesto cosa si sente quando si toccano gli ologrammi. La nostra risposta è: nulla. L'emozione certo è forte ma, a livello tattile, stiamo pur sempre afferrando e muovendo aria con le nostre mani. E per quanto l'oggetto tridimensionale è lì davanti a noi, è solo uno stereogramma (che è l'esatta definizione delle immagini riprodotte dal visore). Come si evince dalle immagini del video sotto, che abbiamo estratto dal video ufficiale e montato per mostrarvi cosa si vede indossando il visore.

Presentato ufficialmente al Ted di Vancouver lo scorso febbraio (potete guardare la presentazione cliccando sul link), Meta2 nasce principalmente per scopi professionali e applicazioni in ambiti che vanno dal campo dell’industria a quello militare, dalla ricerca alle applicazioni mediche (immaginiamo, per esempio, un chirurgo che guidi in remoto la sua équipe di specialisti durante una difficile operazione chirurgica), dal settore automotive al commercio, ma gli sviluppatori non escludono affatto una successivo commercializzazione per uso personale.

Meta2 offre un campo di visualizzazione di ben 90°, una risoluzione di 2560 x 1440, una fotocamera frontale a 720p, una rete di sensori per le interazioni a mano e il monitoraggio della posizione, 4 altoparlanti con controllo del volume e un cavo per la trasmissione di video, dei dati e per l'alimentazione.


HoloLens di Microsoft

In sostanza è il più diretto (e temibile) concorrente dell’olovisore di Microsoft HoloLens.

Entrambi già disponibili per l’acquisto da parte degli sviluppatori, le differenza tra i due sono sia tecniche che economiche.

Mentre Meta2 funziona collegato a un cavo (fattore che limita gli spostamenti a circa 9 o 10 passi ma consente di lavorare interrottamente quanto si vuole), HoloLens ne è privo e lavora come un computer autonomo che, alla stregua di uno smartphone, dopo un tot di tempo va collegato alla presa di ricarica. C’è da dire, però, che a fronte di una limitazione di movimenti, Meta2 offre una potenza superiore, una visuale  e una definizione degli ologrammi maggiore rispetto a HoloLens.

Per utilizzare Meta2 è bene comunque sapere che occorre disporre di un pc dotato di Windows 8.1 o 10 (alla versione per Mac stanno lavorando) e di processore e scheda grafica potenti. Insomma il portatile di uso comune preso in sconto grazie alle offerte della grande distribuzione non basta!

Quanto ai prezzi HoloLens costa 3.000 dollari mentre Meta2 meno di un terzo, 949 dollari (il prezzo di uno smartphone di fascia alta).

Assaggiato il futuro, vedremo dove ci porterà!