Kolja Kugler, l'artista dei robot

Partendo da un vecchio pistone ad aria compressa Kolja Kugler è capace di realizzare una creatura meccatronica in grado di esibirsi, divertire e stupire gli spettatori. Accompagnato da parte della sua singolare band, l'artista berlinese racconta come nascono e si sviluppano le sue opere animate

Simpatico, creativo e con un certo guizzo di vivace follia, che gli brilla negli occhi quando si racconta: Kolja Kugler è un artista berlinese a metà strada tra uno scultore ‘green’ e un ingegnere fai-da-te, che gira il mondo esibendo le sue sculture robotizzate. Ricavate da pezzi di scarto, per lo più di origine meccanica ed elettronica, come pistoni di automobili rottamate o vetusti frullatori, le sue creazioni animate sono sempre il risultato di un’interpretazione personale dell’anima segreta degli oggetti che, saldatore alla mano, emerge prendendo forma e assumendo le caratteristiche di un vero e proprio personaggio modello cartoon. Così i Musical flocks, gli uccelli meccatronici appollaiati su un’antenna televisiva trasformata in ramo, in origine erano degli sterzi di Mercedes. Mentre Sir Elton Junk - una cosa come sir Elton ‘Spazzatura’ - è un essere a grandezza d’uomo, partorito dall’assemblaggio di tubi e ruote, che gira su un carrello, fa l’inchino e si diverte a sorpresa a spruzzare acqua sugli spettatori, facendosi poi perdonare per l’aria scanzonata e ironica, che esprime attraverso i gesti e le movenze del corpo.

Per non parlare di Afreakin, un chitarrista gigante che si esibisce col basso, ipnotizzando col frastuono della sua musica potente, mentre fissa con le orbite minacciose, facendo sfoggio di carene di vecchie moto, ormai parte integrante del suo corpo. O, ancora, del divertente secchio mobile della spazzatura, che ci ricorda che i rifiuti vanno smaltiti adeguatamente e riciclati. In visita a Roma, The Digeon ha video intervistato Kolja. Ecco cosa ci ha spiegato.