Kidults, gli adulti forever young

Sono adulti, in prevalenza maschi, e accomunati dalle medesima tendenza a vivere in una perenne adolescenza. E l’industria tech ne approfitta

Kidults: non è una nuova parolaccia ma solo la crasi di due termini inglesi, kid (ragazzino) e adults (adulti). Un neologismo creato dall’industria del gioco hi-tech, per indicare quei giovani adulti che non ne vogliono sapere di crescere e amano continuare a giocare con videogame, droni, computer, app e tutto ciò che di attraente offre l’industria del divertimento digitale. Un vero e proprio target di utenti, in prevalenza maschi disposti a spendere, da stuzzicare con nuove trovate.

Insomma dei buoni consumatori con un elevato potere di acquisto. Secondo quanto dichiarato da Kenes Cheung, manager per conto di un importante produttore tech di Hong Kong, all’Agence France-Presse, più che dall’età, i kidults sono contraddistinti dall’atteggiamento ever green e dalla ritrosia ad abbandonare l’adolescenza in favore dell’entrata nel mondo dei grandi.

Intercettata la tendenza, l’industria si adegua. Ed ecco che di molti giochi per bambini sforna due versioni: una per i piccoli veri e una per i grandi, spesso collezionisti. Un fatto confermato da buona parte degli oltre 2900 espositori, dell’ultimo Toys & Games Fair, una delle più importanti fiere di giochi e videogiochi del mondo, conclusasi a Hong Kong due giorni fa.

A fare da contraltare ai kidults, però, ci sono i tweenagers, ossia adolescenti cresciuti troppo in fretta. Sia gli uni che gli altri, si ritrovano così a metà strada, a giocare con gli stessi videogame, litigandosi la stessa console, e a comprare felpe, t-shirt e jeans nei medesimi negozi. Per scoprire chi è un kidult e chi no, è sceso in campo anche il Guardian con un sondaggio.

Per toglierci il dubbio, abbiamo fatto anche questo: quiz L’esito è stato netto. Ma preferiamo tenerlo per noi!

(11 gennaio 2014)