Infografica | Akamai e la sfida del video in streaming

Il video online è la nuova frontiera del web. E lo è in tutti i sensi, figurata e reale. Infatti, per le persone è diventato normale fruire di contenuti video via web. Siano essi programmi originali in streaming, video in diretta o, più semplicemente, le normali trasmissioni tv viste con un mezzo diverso dalla solita tv.

Il video online è diventato un fenomeno di massa appena 15 anni fa, e gli inizi non sono stati dei migliori. 

Victoria's Secret, la famosa marca americana di lingerie, nel 1999, da vera pioniera trasmise online il proprio show di presentazione delle collezioni. Peccato che il sito che trasmetteva in streaming le sfilate andò in crash, lasciando a bocca asciutta la maggior parte dei navigatori. E offrendo uno spettacolo mediocre a chi riuscì a connettersi, nonostante la richiesta di traffico fosse di appena 1 Gbps (Gigabit al secondo).

Undici anni dopo, nel 2001, lo stesso show di Victoria's Secret, questa volta appoggiato a piattaforme tecnologiche decisamente più robuste, filò via liscio nonostante i picchi di richiesta video pari a 5,3 Gbps, ossia 35 mila spettatori in contemporanea e 250 mila diluiti nel tempo.

Nel 2001 il webcast di Steve Jobs che presentava l'iPod fu visto da più di 35mila spettatori simultanei

Bastarono tre anni e, per le elezioni Usa del 2004 il traffico online che transitò sulla piattaforma Akamai raggiunse picchi quadrupli, ben 21Gbps.

Il 2007 è l'anno della consacrazione dello streaming video web. Le prestazioni tecnologiche passano in secondo piano, come è giusto che sia, e l'attenzione si sposta sui contenuti di qualità. È l'anno di Netflix e di Bbc iPlayer, i primi “veri” servizi di video on demand di qualità.

Nei 4 anni successivi, grazie all'adozione di sistemi video e standard più efficienti (mp4 su tutti) e, soprattutto, grazie alla disponibilità di smartphone e tablet finalmente in grado di mostrare video di qualità il pubblico del video on demand è esploso,

Nel 2011 il matrimonio tra il Principe William e Kate Middleton ha fatto segnare 2,9 milioni di streaming contemporanei


Foto by Atos, Flickr (CC)

Pensate che nei sei mesi passati dalle Olimpiadi invernali di Sochi del febbraio 2014 alla Coppa del Mondo brasiliana il picco di traffico video online è raddoppiato. La semi finale di calcio tra Olanda e Argentina, del 9 luglio 2014 ha generato picchi di visualizzazioni video online pari a un traffico di 6,9 Tbps (Tera bit al secondo), che equivalgono a più di 5 milioni di spettatori!

Oggi, una piattaforma intelligente di distribuzione video come quella di Akamai prevede di gestire in tutto il mondo, entro la fine del 2015, 50 Tbps di flussi video.

La domanda di contenuti video in streaming raddoppia ogni 12 mesi e le tecnologie usate al momento non sono in grado di supportarla ancora a lungo (complice, anche, l'arrivo in grande stile del video 4k). È per questo che l'industria sta lavorando alacremente allo sviluppo di nuove strategie condivise, per consentire uno streaming di qualità di contenuti video in diretta a un pubblico sempre più vasto, che comprenderà anche un buon numero degli spettatori della tradizionale tv via etere e satellitare.

Akamai, leader mondiale dei servizi di Content delivery network (Cdn) ossia fornitore di soluzioni per la trasmissione di contenuti via web racconta, in un'interessante infografica, l'evoluzione del video online a partire dalla sua nascita vera, alla fine degli anni '90 del secolo scorso.
Cliccate sull'immagine qui sotto per vedere l'infografica intera e a tutto schermo in una nuova finestra.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

(13 ottobre 2015)