Il giro del mondo no stop su una barca hi-tech a impatto zero

Si chiama 'Roma Ocean World' ed è l'ultima sfida sportiva ed etica del velista e uomo dei Guiness Matteo Miceli: in compagnia di due galline, un orto biologico e molta tecnologia, circumnavigare il globo in barca a vela, senza inquinare e in completa autosufficienza energetica e alimentare.
Per dimostrare che consumare meno le risorse del pianeta oggi si può e si deve

Navigare senza inquinare, ossia a impatto zero: grazie alla tecnologia oggi si può. Ne è convinto il recordman Matteo Miceli che si sta allenando per compiere un’impresa mai tentata prima: la circumnavigazione del globo da Roma a Roma senza scali, in completa autosufficienza energetica ed alimentare.

Dopo un anno di ritardo, causato dal reperimento dei fondi necessari per l’ultimazione dell’imbarcazione a vela, il caparbio Miceli ce l’ha fatta e Eco 40, una barca hi-tech all’avanguardia, è finalmente in acqua nel Porto di Riva di Traiano, a una sessantina di chilometri a nord di Roma, pronta a salpare per l’avventura il 19 ottobre 2014.

Obiettivo autonomia totale, a bordo di Eco 40, un 40 piedi in fibra di carbonio completamente inaffondabile ed ecologico che non usa carburante, Miceli ha montato 12 mq di pannelli solari, due generatori eolici e una microturbina a immersione, in grado di trasformare in elettricità la velocità della barca.
<<Serviranno ad alimentare la strumentazione elettronica e a ricaricare il telefono satellitare e il computer col quale, durante la traversata, comunicherò a terra, inviando messaggi, foto e video sul sito Romaoceanworld.com e sui social network >>, spiega il velista.

Romano di Ostia, classe ’70, la storia di Miceli è un palmares di obiettivi ai limiti dell’impossibile raggiunti: nel 2005 si lancia con un amico nella Dakar-Guadalupe a bordo di Biondina Nera, un catamarano non abitabile di soli 6 metri costruito da lui, e registra il primato mondiale. Nel 2007 compie la traversata in solitario dalle Canarie a Guadalupe in soli 14 giorni, 17 ore e 52 minuti.

Qui il video di Miceli alle prese con la Roma-Cartagine

Poco adatto a restare sulla terraferma a lungo, dopo numerose regate e vari riconoscimenti sportivi, ora è il turno della nuova avventura da lui battezzata “Roma Ocean World”.
<<Il progetto di traversare per mare il mondo, senza approdare mai in un porto, nasce dalla realtà odierna: consumiamo troppo, soprattutto energia e, a farne le spese, è il pianeta, in particolare gli oceani>>, racconta Miceli: <<Io invece voglio dimostrare che, grazie alla tecnologia, quella ‘buona’ che ci aiuta a progredire, si può navigare senza inquinare e comunicare ai giovani il bello dell’avventura ma all’insegna del risparmio e del rispetto dell’ecosistema marino>>.

La vera sorpresa, però, arriva quando si tocca l’argomento cibo: <<Grazie a un progetto della facoltà di Agraria dell’Università di Napoli Federico II>>, racconta Miceli, <<avrò un orto da coltivare in cassetti basculanti: fragole a parete, pisellini, insalata e ortaggi vari; saranno concimati con compost ottenuto da un reattore di alghe e microirrigati dall’acqua di mare desalinizzata dal dissalatore, insomma farò il contadino nautico>>. (Il pdf del singolare progetto agro-nautico può essere scaricato dalla sezione E-book oppure cliccando qui).

Nonostante la navigazione in solitaria, però, Miceli non sarà davvero solo: dieci mesi ancora di allenamento e, poi, per circa 150 giorni, il recordman solcherà i mari insieme a due galline biologiche: <<Mi daranno uova fresche ma niente paura>>, rassicura Miceli: <<Torneranno sane e salve con me a terra; su 42 mq di spazio, io ne uso dieci, l’orto ne occupa tre e il resto è a loro disposizione per scorazzare libere: ci faremo compagnia!>>.

(23 dicembre 2013)