Flop Zano, il minidrone non segue più il proprietario

Epic fail. Zano, il mini drone che, almeno nelle intenzioni dei suoi ideatori, doveva essere in grado di seguire il proprietario, scattandogli foto e riprendendolo in video, si è dimostrato un vero fallimento.

Del piccolo drone vi avevamo raccontato su "Il minidrone che segue il proprietario", perché il progetto era di quelli travolgenti e divertenti, e in molti ci avevano sperato e in tanti, tantissimi, creduto. Ben 12mila sostenitori, infatti,  si erano spinti al punto da versare dei soldi sulla piattaforma di crowdfunding Kickstarter per averne uno (in totale ne sono stati venduti 15.363 unità), arrivando a far raccogliere alla Torquing Group circa 3 milioni e 300mila euro di finanziamento e trasformando il drone in uno dei record milionari della piattaforma.

Ma le cose non sono andate come dovevano. Zano, che sulla carta doveva essere in grado di librarsi in volo, collegarsi in modalità wireless allo smartphone iOS o Android del proprietario e seguirlo ovunque andasse fino a una distanza massima di 30 metri, si è rivelato una delusione.

Fatto sta che i primi (e, probabilmente, ultimi) 600 investitori, che lo hanno ricevuto lo scorso ottobre, hanno lamentato difetti notevoli. In primo luogo che la batteria del drone ha una durata inferiore ai 10-15 minuti promessi e, cosa ancora più grave, che la sbandierata autonomia di Zano non funzioni affatto, soprattutto riguardo la funzione "Follow me" (seguimi), quella che, appunto, avrebbe dovuto permettere al mini quadricottero di trasformarsi in un’ombra volante del proprietario. Come non bastasse, poi, sembra che anche la qualità delle immagini riprese sia scarsa e lungi da essere in hd. Suona decisamente come un disastro.

E probabilmente lo è. Perché il vero problema di Zano, ancor prima dei malfunzionamenti, che in una fase successiva avrebbero sempre potuto essere messi a punto, è che non verrà mai consegnato a tutti gli altri finanziatori (nel gergo di Kickstarter chiamati "backers").

Dopo una serie di slittamenti sui tempi della data di consegna, la scorsa settimana il Ceo della società Ivan Reedman si è dimesso per "motivi di salute" e non specificate "differenze inconciliabili",  e la Torquing Group ha inviato ai sostenitori una comunicazione, in cui sostanzialmente  afferma di aver deciso per la liquidazione della company.

A quel punto ai sostenitori non è restato che esprimere la propria rabbia e frustrazione su Facebook  e Twitter, gridando alla truffa e chiedendo la restituzione dei loro soldi. Soldi che, molto difficilmente, potranno riavere indietro.

Intanto la Torquing Group, stando a quanto riportato dalla BBC, è indagata dal Trading Standards Institute del Governo del Regno Unito.

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La domanda comunque resta aperta: come scritto da un acquirente, se il prototipo del Ceo funziona egregiamente (lo vediamo sotto in azione nel video di dimostrazione) ma, evidentemente, i 3,6 milioni di dollari non sono stati utilizzati per far volare a dovere anche tutti gli altri 12mila Zano, che fine ha fatto tutto quel denaro?

Lungi dall’arrendersi i backers di Zano si stanno organizzando per portare avanti un’azione legale. Se anche voi avete acquistato il mini drone non vi resta che provare a sentire di cosa si tratta, unendovi al gruppo su Facebook "Zano Drone Discussion Group"!

 

 

 

 

(1 dicembre 2015)