Apple 2016, allarme rosso minacce informatiche

Due calibri da novanta della sicurezza informatica statunitense ed europea, come Symantec e G Data, ne sono sicuri: il 2016 sarà un anno davvero molto pericoloso per i sistemi operativi iOS, quelli, insomma, che fanno girare iPhone e iPad. Perché se, complici anche i costi dei dispositivi di design griffati Cupertino, iPhone e iPad sono stati da sempre considerati alla stregua di prodotti di nicchia, ma oggi questa nicchia è qualcosa di molto più grande di un pugno di utenti fan di Steve Jobs. E, soprattutto, sono proprio questi utenti i più disposti a spendere in e-shopping.

Così, se durante il recente Black Friday a stelle e strisce, ben il 75% degli acquisti on line è stato fatto usando un iPhone o un iPad, la cosa non è passata inosservata neppure ai pirati e truffatori del web che, da tempo, tengono sott’occhio anche i prodotti della mela.

Prova ne sia che, nel corso del 2015, secondo la nota software house Symantec (quella del Norton antivirus per capirci), le minacce scoperte ai danni di iOs sono più che raddoppiate rispetto al 2013. E quelle nei confronti di Mac Os X sono cresciute del 15%.

Non si tratta solo di cyber attacchi tradizionali: la gang denominata Butterfly ha infatti preso di mira i computer Apple di grandi aziende per compiere devastanti atti di spionaggio industriale. Questo gruppo di hacker altamente professionali, attacca aziende che hanno un grande patrimonio di brevetti, per rubarli e rivenderli al migliore offerente, quando non al cliente che li ha assoldati.

Se l'americana Symantec mantiene puntati i propri fari sui pericoli degli acquisti in rete e sullo spionaggio industriale, il colosso G Data, invece, ha orientato le sue antenne verso l'internet delle cose.  E se nel 2015 un internauta su due è stato vittima della criminalità informatica (fonte Bitkom), per il 2016 gli esperti  tedeschi lanciano quattro preoccupanti previsioni.

I QUATTRO DELL'APOCALISSE
La crescente digitalizzazione del malaffare è la prima delle previsioni nere per il 2016: droga, armi e false identità si compreranno sempre di più e più facilmente nel deep web: bastano il mouse e un po' di bitcoin per pagare.

La seconda previsione di G Data sostiene che l'internet delle cose sarà sempre più nel mirino dei delinquenti. E non solo per quanto riguarda le auto a rischio di hacker, ma anche per oggetti apparentemente meno pericolosi, come per esempio i braccialetti fitness e altri dispositivi connessi: la nostra vita più personale e privata sarà alla mercé dei criminali. La minaccia è talmente seria che già circola una battuta: l'internet delle cose (internet of things, iot), diventerà mano a mano l'internet of threats, l'internet delle minacce.

La terza previsione afferma che i banditi gestiranno un vero e proprio sistema di crimine informatico “alla carta”. Già oggi, rileva G Data, nel deep web è possibile trovare e noleggiare i servizi dei criminali informatici, pagandoli affinché lancino attacchi verso obiettivi mirati, siano essi aziende o normali cittadini. Continuando con la rassegna di cyber-preoccupazioni che ci aspettano nel 2016, arriviamo infine ai diffusissimi hotspot gratuiti che, sempre di più, sono a rischio sicurezza. I punti di accesso al web di locali pubblici, aeroporti, stazioni e centri commerciali diventeranno, per i criminali, terra di conquista di password, carte di credito e dati personali degli ignari utenti.

Dunque, se gli esperti hanno ragione, l'anno prossimo rischiamo di ritrovarci smartphone nuovi di zecca con malware preinstallato e automobili sotto scacco a causa di software vulnerabili ai pirati. Queste minacce trovano terreno fertile nella sempre maggiore interconnessione e digitalizzazione dei processi di produzione. Cui fa da contraltare il fatto che i consumatori, senza esserne consapevoli, collegano in rete un numero sempre maggiore di dispositivi carenti sul piano della sicurezza.

«La digitalizzazione dei processi non ha luogo esclusivamente presso aziende o enti, se ne avvalgono anche i cybercriminali» afferma Eddy Willems, security evangelist di G DATA. «Chi tira i fili del traffico di droga su scala mondiale non lo fa più sulle strade ma in negozi del deep web. Anche le armi sono a portata di clic ed è un trend destinato a rafforzarsi, nel 2016 perché, per i cybercriminali, il commercio via internet minimizza i rischi».

PREVENIRE È MEGLIO CHE CURARE
Le migliori pratiche per stare alla larga dai pericoli del web sono note e semplici ma, sembra incredibile, ancora troppo poco applicate. Eccole elencate e aggiornate da Symantec per essere efficaci anche nel mondo, finora apparentemente immune dai pericoli, di iOs e Mac Os X.

Scegli una password difficile da individuare e cambiala spesso.

Cancella senza aprirle le email che ti sembrano sospette (specialmente se includono link o allegati). Se pensi possano essere autentiche verificalo con il mittente, prima di aprirle.

Installa un antivirus e tienilo aggiornato, così come fai con il sistema operativo e gli altri software del computer.

Se stai pensando di fare il jailbreak di un dispositivo iOs (è lo sblocco totale del sistema per permettergli di accedere ad app store non ufficiali), tieni conto che la maggior parte delle minacce ai dispositivi iOs colpisce proprio i cellulari e i tablet sottoposti a jailbreak. Gli app store non ufficiali fanno controlli meno rigorosi sulle app che pongono in download.

Installa solo software proveniente di fonti sicuramente attendibili: alcuni app store non ufficiali di software per Mac Os X, hanno in catalogo software infettato da trojan. Inoltre grayware (app che infastidiscono in vari modi mentre si usa il computer), adware (app che ci inondano di pubblicità non richiesta) e app non sicure, sono spesso già inclusi nei file di installazione scaricati da questi store.

Insomma, a conti fatti, anche per computer, smartphone e tablet vale sempre il detto: prevenire è meglio che curare!

(11 dicembre 2015)