Progetto Gå.ia | Le piante diventano cyborg

L’idea di parlare e relazionarsi con le piante non è nuova ma cosa accadrebbe se i vegetali potessero comunicare con noi, farci capire chiaramente i loro bisogni e il loro modo intrinseco di essere, fino a diventare membri della famiglia alla stregua di un cane, un gatto o un coniglietto?

 L’ambizioso progetto Gå.ia messo a punto dal giovane designer industriale francese Matthias Schmitt è proprio questo:  dotare le piante del cervello e delle gambe di cui le ha private la natura, mettendole in grado di sviluppare una società vegetale all’interno della società umana.

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Affascinante ma… come? Attraverso la robotica!

Ai robot, infatti, è assegnato il compito di rendere le piante creature mobili e attive. O, meglio, cyborg piante, appartenenti per metà al mondo dell’elettronica e per il restante 50 per cento al regno vegetale.

Una frammistione che ha tra i suoi componenti anche una buona dose di filosofia antica e contemporanea.

L’assunto da cui prende le mosse l’idea di Schmitt parte da Aristotele e s’intreccia col Transumanesimo. Se quest’ultimo ha da tempo introdotto il concetto di “umanità aumentata” perché non pensare anche a un corrispettivo per le piante, una sorta di piante 2.0?

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Del resto, riflette il designer, le piante sono state distinte dagli animali in epoca aristotelica per la loro incapacità di muoversi. Una sorta di prigioniere della loro stessa natura. Ma cosa accadrebbe se le si liberasse, dotandole di un sistema che permetta loro di spostarsi, girare e cercarsi da sole il proprio posto al sole? Il progetto Gå.ia è appunto un tentativo di fornire una risposta.

Così, attraverso la sua start up Still Human Robotics, Schmitt è in procinto di terminare la realizzazione del primo prototipo di cyborg vegetale, sotto forma di oggetto connesso simile a un Tamagotchi, in grado di inviare messaggi allo smartphone quando ha bisogno di qualcosa.

A cosa porterà Gå.ia e quali saranno le sue evoluzioni future, è ancora tutto da scoprire.

Sotto il video di presentazione del progetto Ga.ia (in francese sottotitolato in inglese)

 

(11 marzo 2015)