Infografica | Cose da sapere sull’Internet delle cose

Il classico esempio di Internet delle cose (Internet of things, in inglese, abbreviata in IoT), è quello del frigorifero intelligente, che sa quando è vuoto e ordina automaticamente, al supermercato online, i rifornimenti di cibo. È un esempio suggestivo ma ancora lontano dall'entrare davvero nelle nostre case. Il concetto che ci sta dietro, però, quello chiamato dell'Internet delle cose è invece terribilmente reale e vicino tanto che, come ha dimostrato il politecnico di Milano, il 2014 è stato, anche in Italia, l'anno della svolta per l'Internet delle cose


Il display di controllo di un frigorifero smart di Lg: un esempio di Internet delle cose

Non solo per l'industria, ma anche in settori molto vicini alla nostra vita di tutti i giorni, come TheDigeon ha raccontato varie volte, per esempio parlando del chip Dquid e la macchina del caffé intelligente. Ma quale sarà, davvero, l'impatto sulle nostre vite che l'internet delle cose porterà con sé? E come si sta preparando, l'industria, ad affrontare questa nuova sfida?

«Progettare per l’Internet of Things richiede di integrare sensori, antenne, software di controllo, elettronica avanzata in un prodotto al fine di permettergli di comunicare con persone ed altri oggetti, scambiare dati, magari appoggiandosi a un cloud», commenta Carlo Gomarasca, amministratore delegato di Ansys Italia, una delle più importanti società esperte nelle tecnologie di simulazione e validazione di sistemi.

CHE COSA INDICA, PER DAVVERO, LA SIGLA IOT
L'acronimo IoT indica una rete di oggetti dotati, ciascuno, di componenti e sensori, integrati e capaci di comunicare tra loro e verso un sistema centralizzato. Per quanto possa essere complessa la struttura, le comunicazioni intelligenti di un oggetto semplice come una macchinetta per il caffé, così come di un complicato aereo di linea, sono sempre basate su tre pilastri: gli oggetti, naturalmente, la rete e, spesso, il cloud, dove risiedono le informazioni che rendono intelligenti gli oggetti connessi. Lo vediamo bene nell'infografica di Ansys che chiude questo articolo.


Nest, il termostato intelligente che sa quando attivarsi e come regolarsi: grazie all'Internet delle cose

L'istituto di ricerca Gartner stima che, entro il 2020, nel mondo ci saranno più di 26 miliardi di apparecchi IoT, che genereranno un fatturato di 300 miliardi di dollari e un volano economico di quasi 2.000 miliardi di dollari. Sono cifre imponenti, che confermano i vantaggi che l'Internet delle cose porterà ai più disparati settori: dall'informatica all'hi-tech, dall'automazione industriale al settore automobilistico e alla domotica, da quello aerospaziale all'energia, dal mondo medicale fino, ovviamente, alla difesa. 

Molti di questi settori sono critici: non si possono permettere malfunzionamenti o blocchi, pena pesanti ricadute sugli utenti e sulla loro sicurezza. Ecco perché le sfide da vincere per portare l'Internet delle cose nella vita di tutti i giorni sono molte e difficili. E infatti, perché l'IoT sia sicuro oltre il 100% i progettisti devono tenere conto e coordinare perfettamente parametri tecnici, strutturali e regolamentari. Pensiamo per esempio alla miniaturizzazione dei componenti, alla durata delle batterie, così come alla compatibilità ambientale e al rispetto della privacy. 

 

PROGETTARE PER L'INTERNET DELLE COSE
Progettare l'IoT vuol dire, dunque, usare su grande scala sistemi di simulazione ingegneristica, per gestire in laboratorio la loro enorme complessità e, nello stesso tempo, migliorare senza rischi la produttività, ridurre la durata dei cicli di progettazione, migliorare l’efficienza energetica e, non ultimo, ridurre i costi di progettazione.

Nell'infografica che segue, creata da Ansys, vediamo quali sono gli elementi cardini del sistema dell'Internet delle cose e le ricadute che avrà sul nostro modo di vivere.

 

 

 

internet of things infografica ansys

 

Per saperne di più visitate i siti Ansys e, per la realtà italiana, Fare innovazione
 

(2 giugno 2015)