Anche i robot amano il web

Un progetto finanziato dall’Unione Europea punta a sviluppare il web per gli automi. Così potranno condividere le informazioni e imparare più velocemente come esserci utili

robot earth

Un robot dall’aspetto di ferraglia entra in una stanza d’ospedale, punta dritto all’uomo ricoverato nel letto e gli porge una bottiglietta d’acqua con tanto di bicchierino di carta. Non è la scena di un movie ma il momento clou di quattro anni di lavoro degli scienziati che si sono dedicati al progetto RoboEarth. La stanza, infatti, esiste e fa parte di una struttura sanitaria di Eindhoven, in Olanda. Finanziato dall’Unione europea, RoboEarth è un programma per la messa a punto di una sorta di world wide web per gli automi intelligenti: una gigantesca rete con un immenso database in cui i robot possono condividere le informazioni e imparare gli uni dagli altri, in modo da evolvere rapidamente e rendersi utili all’uomo, interagendo a livelli sempre più perfezionati.

RoboEarth dispone di un cloud per i robot, detto Cloud Robotics: uomini e automi inseriscono i dati e li condividono in un formato leggibili dalle macchine; le macchine, a loro volta, prelevano queste informazioni e le utilizzano per migliorare. I dati memorizzati includono software, mappe per la navigazione come, per esempio, la posizione degli oggetti, applicazioni e strategie di comportamento, magari sul modo corretto di manipolare le cose, e modelli, anche immagini, che facilitano il riconoscimento degli oggetti da parte dei robot. Cloud Robotics, però, non è solo una sorta di grande cervello comune per tutte le macchine: grazie al Cloud Engine, soprannominato Rapyuta, consente ai robot di elaborare rapidamente una grande mole di dati. RoboEarth è stato realizzato dai ricercatori di Philips, insieme agli scienziati delle università di Eindhoven, Stuttgart, Monaco, Zurigo e Zaragoza. L’obiettivo ultimo del progetto, è disporre di una infrastruttura efficiente che ponga gli automi in grado di assisterci efficacemente, svolgendo diversi compiti.