SHADOW VIEW, I DRONI BUONI CHE TUTELANO LA NATURA

Sviluppano droni solo per scopi meritevoli e collaborano con le principali associazioni ambientaliste e umanitarie del mondo. La mission del gruppo di Shadow View è proteggere la natura e gli animali da bracconieri e persone senza scrupoli. Ecco cosa ci ha raccontato il suo co-fondatore

I droni possono essere buoni o cattivi. La discriminante, ovviamente, non è nella macchina in sé ma nell’uso che se ne fa. Quelli sviluppati da Shadow View sono indubbiamente droni dalle applicazioni etiche.

Fondata nel 2012 da Laurens De Groot, un ex poliziotto olandese specializzato nella lotta ai crimini ambientali, insieme a Steve Roest, ex ceo (chief executive officer) di Sea Shepherd, una delle organizzazioni ambientaliste più attive e tecnologicamente all’avanguardia sul fronte della difesa delle specie animali, Shadow View è un’organizzazione no profit che mette la tecnologia aerea al servizio dei deboli, siano essi animali o persone.

«L’idea mi è venuta nel 2012», ci racconta De Groot: «Mi trovavo in Namibia per testimoniare il massacro illegale delle foche che stava avvenendo sulle spiagge dell’Africa meridionale e, insieme ad altri attivisti, abbiamo utilizzato un drone: l’operazione si è rivelata un successo e ho subito compreso l’enorme potenziale che queste macchine possono avere nella protezione della fauna selvatica e nell’ambito degli aiuti umanitari».
(Sotto il coinvolgente video di presentazione di Shadow View)

Così, con la collaborazione di quattro piloti di Uav (Unmanned Aerial Systems), da circa un anno Shadow View sviluppa droni efficienti ma a prezzi accessibili, da impiegare in tutti quei casi in cui un occhio dal cielo si rivela particolarmente utile per intercettare i bracconieri a caccia degli ultimi esemplari di rinoceronte o localizzare i sopravvissuti di un uragano.

«E’ passato solo un anno da quando, col mio amico Steve Roest, abbiamo presentato ufficialmente Shadow View ma abbiamo già diversi droni schierati in azione in Africa, Europa, Stati Uniti, Asia e Australia», dice De Groot: «Collaboriamo anche con molti operatori freelance in loco, che a volte forniscono le proprie attrezzature e, in questo modo, stiamo crescendo costantemente ed anche molto rapidamente».

Una delle tante campagne ambientaliste che vede impegnati in prima linea i droni di Shadow View è quella lanciata la scorsa estate da The Black Fish lungo le coste del Mediterraneo. Le reti da posta derivanti sono state vietate dalle Nazioni Unite da circa due decadi, ma si stima che almeno 500 imbarcazioni, provenienti da Marocco, Francia, Italia, Turchia, Algeria e Tunisia, continuano ad utilizzarle illegalmente, in barba a leggi e regolamenti. Il risultato dell’azione criminale, è che ogni anno circa 10 mila esemplari, tra balene, delfini, squali in via di estinzione, tartarughe marine e pesci, restano uccisi. Grazie ai droni, però, l’organizzazione conta di intercettare i pescherecci e riuscire ad intervenire tempestivamente per bloccarli.

Tra i droni più efficaci realizzati da Shadow View, Eco Ranger è quello sviluppato appositamente per le attività anti-bracconaggio in Africa. Fusoliera in kevlar rinforzato, capace di resistere anche ai colpi di un Kalashnikov, ha un’apertura alare di oltre 3 metri e una resistenza in volo di circa 2 ore. Il velivolo senza pilota a bordo può inoltre trasportare carichi pesanti ed è dotato di una telecamera termica che lo rende particolarmente adatto alle azioni di monitoraggio notturne.
(Sotto un video di Eco Ranger in azione)

Da una parte all’altra del mondo, lo scorso ottobre ShadowView è scesa in campo anche fianco della Wildlife Friends Foundation International nel Sud Est Asiatico. In quest’area il problema è lo sterminio delle tigri per mano dei bracconieri. Senza alcuno scrupolo le cacciano fin dentro le riserve naturali protette per poi vendere le varie parti del corpo (coda, zampe, orecchie ecc), a facoltosi asiatici che le sfoggiano come status symbol o a quanti ancora credono a certi ‘miracolosi’ rimedi della medicina polare. Così ora i droni di Shadow View vigilano sugli ultimi 3000 esemplari rimasti, cercando di localizzare i cacciatori di frodo in modo che le guardie forestali possano arrivare in tempo per fermarli o, almeno, ad identificarli per procedere poi all’arresto.

«Sono ormai molte le organizzazione con le quali collaboriamo», spiega De Groot: «Oltre a numerose riserve naturali, lavoriamo anche con la Peta, FreeTheSlaves, la Fondazione World Horse Welfare e la Lega contro gli sport crudeli; quest’anno, poi, contiamo di adoperarci anche per la Croce Rossa olandese, in modo da migliorare il loro intervento in risposta alle emergenze umanitarie».

«Per combattere l’illegalità e gli scempi contro l’ambiente e gli animali, l’importante è utilizzare tutti i sistemi tecnologici a nostra disposizione», conclude De Groot: «Come investigatore, per esempio, una volta mi fu chiesto di indagare sul trasporto illegale di cavalli: quando arrivai sul posto capii che era impossibile far decollare il drone, allora insieme ai miei collaboratori, mi sono appostato e ho atteso pazientemente fino a che non siamo riusciti a scattare le foto dei criminali all’opera. Alla fine non conta quale mezzo usi in particolare ma solo centrare l’obiettivo!».
E noi, in questo caso, non possiamo che essere d'accordo.