HyQ e CoMan, i nuovi robot made in Italy

La creatura meccatronica HyQ e l'umanoide CoMan sono i nuovi robot sviluppati dall’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Genova. Ve li presentiamo in anteprima

Un vero esordio: il robot quadrupede HyQ e il robot umanoide CoMan dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) di Genova, faranno la loro prima comparsa in pubblico da domani e fino al 14 marzo a Rovereto. Ma ad essere presenti all’interno della cornice offerta dal MART, il Museo di Arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, non saranno solo i due prototipi citati. A fargli compagnia, infatti, anche gli altri automi e robot sviluppati dall’IIT, come Plantoid e iCub. Per quanti non potranno essere presenti di persona, eccoli in anteprima.

HyQ è un robot a 4 zampe del peso di circa 75 chili. Corpo in alluminio lungo 1 metro, è capace di camminare anche su terreni sconnessi, correre fino a 2 metri al secondo, salire i gradini di una scala, saltare, sollevarsi sulle zampe posteriori e scavalcare gli ostacoli non appena la zampa li percepisce, evitando così di inciampare. In più se spinto lateralmente riesce a restare in equilibrio.

Anche se l’effetto è assai meno terrificante, in tal senso HyQ ricorda in piccolo BigDog, un famoso robot sviluppato da Boston Dynamics, colosso statunitense della robotica ora acquistato da Google. Lo sviluppo dell’automa made in Italy punta alla creazione di un essere meccatronico in grado di aiutare gli umani in situazioni di emergenza.

CoMan, invece, è un umanoide. Il suo nome è la crasi di Compliant huManoid e racchiude in sé l’idea di una macchina che interagisce con l’esterno in modo sicuro. La caratteristica principale del robot è la fluidità dei movimenti degli arti: le articolazioni non presentano rigidità e il corpo mantiene un equilibrio perfetto anche quando viene urtato. Un po’ come avviene con le braccia e le gambe delle persone.

E dopo gli automi simili ad animali ed individui è il turno di quelli vicini alle piante: Plantoid si ispira alla struttura dei vegetali, in particolare alle loro capacità penetrativa, esplorativa e adattativa. Il progetto punta alla realizzazione di Plantoidi, cioè robot in grado di imitare il comportamento delle radici, combinando una nuova generazione di tecnologie hardware e software. Il tutto è finanziato nell’ambito del programma europeo "Future and Emerging Technologies".

Il più noto e vera star della scena, però, è iCub. Si tratta di un umanoide delle dimensioni di un bambino, risultato della ricerca avanzata dell’Istituto Italiano di Tecnologia e degli investimenti europei. Il robot rappresenta una piattaforma di ricerca per la robotica cognitiva che è stata adottata anche da altri istituti di ricerca in varie parti del pianeta. Ad oggi gli esemplari di iCub sparsi per il mondo sono ben 25.

iCub può vedere, parlare, toccare e sentire con il tatto, afferrare oggetti, rimanere in equilibrio, camminare e ragionare in modo autonomo per realizzare alcuni compiti semplici.

 

 

(11 marzo 2014)