Innovazione | Uomo e robot uniti formano un Centauro

Automi e persone che collaborano insieme contro disastri naturali ed emergenze: al via il progetto europeo della Scuola Superiore Sant'Anna che punta a realizzare la cooperazione uomini-macchine, unendo in simbiosi gli uni e le altre

 

Si chiama Centauro e sta per Robust Mobility and Dexterous Manipulation in Disaster Response by Fullbody Telepresence in a Centaur-like Robot. Si tratta di un progetto europeo, finanziato per 600mila euro nell’ambito del programma Horizon 2020 di robotica, che prende le mosse dall’Istituto di Tecnologie della Comunicazione, dell’Informazione e della Percezione (TeCIP) della Scuola Superiore Sant'Anna.

L’acronimo non è un caso: l’obiettivo dell’ambizioso programma, coordinato dall’Istituto di Computer Science dell’Università di Bonn, è infatti quello di sviluppare un sistema simbiotico uomo-robot a forma di Centauro, per l’operazione a distanza in condizioni di disastri naturali o accidentali. Inclusi quelli nucleari.

L’innovativo robot è composto da una base robotica con quattro gambe e un torso antropomorfo con due braccia, comandato attraverso degli attuatori leggeri e cedevoli, per consentirgli di muoversi sia su terreni sconnessi sia all’interno di ambienti umani quali, per esempio, edifici o scale.

centauro.jpgDue robot esoscheletrici, indossati dall’operatore sulle braccia, forniranno il ritorno di forza sulle braccia e le sensazioni tattili sulle mani, e consentiranno all’operatore di poter comandare a distanza il robot, per svolgere compiti di manipolazione complessa bimanuale. Come collegare una tubazione o chiudere una valvola di manovra.
 

Inoltre un sofisticato controllo di teleoperazione e sistemi di simulazione dello scenario consentiranno al robot di poter operare in condizioni di efficienza, anche in caso di perdita o ritardo nella linea di comunicazione.

I partner del progetto sono per l'Italia l'Istituto italiano di Tecnologia (IIT) e la Scuola Superiore Sant'Anna; per la Germania Rheinische Friedrichs-Wilhelms-Universität Bonn, Autonomous Intelligent Systems Group, RWTH Aachen University, ProgenoX GmbH e Kerntechnische Hilfsdienst GmbH; per la Svezia KTH Royal Institute of Technology e Linköping University.

 

 

(1 aprile 2015)