DigiRo, il robot alla scoperta delle catacombe romane

Alla scoperta delle Catacombe di Santa Priscilla a Roma, grazie a un robot archeologo in parte italiano

Tlaloc II non è l’unico robot al mondo a cui piace dedicarsi all’archeologia. Anche DigiRo, infatti, ama muoversi tra cunicoli inesplorati, tombe antichissime e persino catacombe, fornendo agli studiosi una visione dei luoghi fino rimasti inaccessibili.

Frutto del lavoro congiunto di un consorzio di università e aziende, riunitesi intorno al progetto finanziato dall’Unione Europea "Rovina", del quale fa parte anche La Sapienza di Roma e Algorithmica Srl, DigiRo è dotato di una strumentazione ad hoc che gli consente di indagare lì dove noi umani non possiamo.

Fornito di videocamere, laser e numerosi tipi di sensori, il robot ha un’autonomia di marcia di circa 6 ore. In questo lasso di tempo DigiRo deve esplorare, registrare ciò che vede e inviare i dati ai ricercatoti in modo che possano realizzare dettagliate mappe 3D degli ambienti ispezionati.

La prima di missione del piccolo automa cingolato sono le Catacombe di Santa Priscilla (foto di apertura), sulla via Salaria a Roma. Si tratta di un complesso di cunicoli che si estende per oltre 13 km su più piani.

A causa dell’elevata concentrazione di gas radon radioattivo, che limita l'intervento umano a un massimo di 15-30 minuti, a tutt'oggi resta per  lo più inesplorato.

DigiRo, che di problemi di respirazione non ne ha (e neppure di claustrofobia aggiungiamo noi!), aiuterà dunque gli studiosi a svelare i misteri che ancora avvolgono la storia di quest’area cimiteriale sotterranea.

 

(30 luglio 2015)