Un chip in testa: i super soldati che vuole il Darpa

Aumentare le facoltà cognitive dei soldati sui campi di battaglia. Come? Con un chip nel cervello. Tutti i dettagli del nuovo progetto del Darpa, l'Agenzia per la Difesa degli Stati Uniti

Il soldato bionico è un’ipotesi che spesso ci viene propinata, soprattutto dai film americani. Ma, a quanto pare, gli Stati Uniti, questa volta fanno sul serio. Al punto da essere al lavoro su un nuovo un chip da inserire nel cervello dei soldati, per consentirgli di ricevere informazioni, quali posizione dei nemici, istruzioni per la battaglia e altre direttive che possono semplificargli e, magari, salvargli la vita.

Il progetto è stato affidato al Darpa (Defense Advanced Research Projects Agency) che, proprio questa settimana, ha annunciato l'inizio degli studi per la creazione del futuristico chip, in gergo chiamato "interfaccia neurale".

Il dispositivo, che sarà non più grande di un centimetro cubo, ossia l'equivalente di due monetine da 5 centesimi impilate, dovrebbe funzionare da "traduttore" e trasformare i segnali digitali inviati dal computer in un linguaggio elettrochimico, leggibile dal cervello umano.

Come spiegato da Phillip Alvelda, responsabile per il programma di Neural Engineering System Design del Darpa, i migliori sistemi di interfaccia neurale di cui oggi disponiamo, sono paragonabili a due super computer che cercano di comunicare tra loro utilizzando un vecchio modem 300k ed è arrivato il momento di aggiornare il sistema per far funzionare al meglio la comunicazione diretta tra uomo e computer.

Non è certo la prima volta che si parla di chip da inserire nel cervello ma le prove condotte sino ad ora non hanno dato i risultati sperati. In particolare le interfacce neurali già esistenti, non sono precise e affollano il cervello umano di una massa di dati che, alla fine, per la loro caoticità, ruisultano inutili ai fini pratici.

Ma il Darpa ha tutta l'intenzione di centrare l'obiettivo e, per riuscirci, ha messo al lavoro scienziati con competenze nel campo delle neuroscienze, della biologia sintetica, dell’elettronica a bassa potenza, della fotonica, dell'assemblaggio e della fabbricazione dei dispositivi medici.

Vedremo se ce la faranno!