Usa, droni Vs FAA

Negli Stati Uniti la Federal Aviation Administration continua a vietare ai giornalisti l'uso dei droni per reperire informazioni. Così, in assenza di regole certe ed ufficiali, aumenta la polemica. E mentre il livello dello scontro sale, iniziano a spuntare limitazioni anche per quelli utilizzati dagli hobbisti

Come previsto: il proliferare dell’impiego dei droni ad uso privato e professionale non poteva non portare prima o poi ad attriti e polemiche tra i professionisti dell'informazione e le amministrazioni pubbliche.

Mentre, però, in Italia a mettere mano alla materia, ha provveduto l'Enac col Regolamento sui mezzi aeromobili a pilotaggio remoto (APR) dell’Enac (puoi scaricare il testo integrale qui), entrato in vigore il 30 aprile scorso, in assenza di regole ufficiale e certe, negli Stati Uniti è ancora scontro aperto.

Secondo quanto riportato dal magazine Physorg.org, pochi giorni fa circa una decina di importanti organizzazioni dei media, tra cui l’Associated Press, la National Press Photographers Association, il New York Times e il Washington Post, hanno presentato un documento al National Transportation Safety Board in sostegno del fotografo Raphael Pirker, multato di 10mila dollari dalla Federal Aviation Administration (FAA) nel 2011, per aver fatto volare un drone nei pressi dell’Università della Virginia con lo scopo di girare un video commerciale.
In pratica il governo Usa vieta ai giornalisti di utilizzare gli Uav nel loro lavoro e questo, secondo la stampa a stelle e strisce, viola le norme costituzionali a tutela della libertà della raccolta di notizie.

Di fatto la FAA non ha ancora emesso alcun regolamento ufficiale in merito all’uso dei droni e già lo scorso marzo un giudice amministrativo ha ribadito che, in assenza di norme certe, non si può impedire qualunque uso commerciale dei velivoli autonomi.

La FAA ha fatto appello contro la decisione del giudice e, nel frattempo, continua a non rilasciare permessi per i droni ai giornalisti, in modo, diciamo, decisamente estensivo. Non solo blocca il drone journalism di per sé ma è arrivata anche ‘consigliare’ a un giornale dell’Ohio di astenersi dal pubblicare il video di un edificio in fiamme, effettuato da un privato cittadino col suo drone

A differenza dei giornalisti, i privati sono autorizzati ad usare i droni. Ma anche qui iniziano a sorgere i problemi: i droni possono disturbare col loro rumore, distrarre le persone e infastidire col loro svolazzare di qua e di là. Ed ecco che già il Yosemite National Park li ha vietati. Chi vuole visitare il parco californiano, insomma, dovrà lasciare in suo Uav in auto o direttamente a casa.

Tornando alla querelle che vede su opposte fazioni i media e la FAA, le testate giornalistiche rivendicano l’importanza dell’utilizzo dei droni per documentare disastri, incendi, calamità naturali e tutti quei fatti di cronaca in cui l’invio di un giornalista, oltre che molto pericoloso, spesso è anche impossibile.
Ma, nel vuoto normativo, la FAA promette regole certe, il divieto continua e lo scontro si acuisce.

(7 maggio 2014)