LifeDrone, quando il drone ti salva il cuore. E la vita

Un esperimento condotto dai ricercatori svedesi ha dimostrato come, in caso di attacco cardiaco, rispetto ad un’ambulanza un drone possa davvero fare la differenza. Ecco di cosa si tratta

I ricercatori dell’Università medica svedese Karolinska hanno condotto un esperimento a Norrtalje, una zona rurale nei pressi di Stoccolma, per appurare quale sistema di soccorso, tra un’ambulanza e un drone, sia il più efficiente in caso d’infarto.

Gli studiosi hanno fatto volare un drone equipaggiato con un defibrillatore per 18 volte fino a una distanza di 10 km, in zone dove, effettivamente, negli ultimi casi si sono verificati diversi attacchi cardiaci e, al contempo, hanno fatto percorrere lo stesso tragitto su strada ad un’ambulanza.

L’ambulanza ha impiegato un tempo medio di 22 minuti per arrivare a destinazione, mentre il drone è giunto sul posto con la sua preziosa apparecchiatura salva-vita in soli 5 minuti e 21 secondi.

Il drone utilizzato per i test è il modello LifeDrone-AED  della FlyPulse, dotato di otto rotori, un defibrillatore e carenato con gli stessi colori e la medesima grafica delle ambulanze locali svedesi.

Al momento si tratta solo di un test ma non è escluso che, nel breve futuro, i droni non possano davvero prestare soccorso, supportando il lavoro dei medici. Almeno questo è ciò in cui confidano i ricercatori.

Se riusciamo a diminuire il tempo in arresto cardiaco di un paziente intervenendo in pochi minuti con la defibrillazione, potremo salvare centinaia di vite ogni anno. Per questo spero che il sistema con i droni sarà operativo entro uno o due anni, ha spiegato Jacob Hollenberg, dell'Istituto Karolinska.