Droni: ancora nuove norme. Associazioni Vs ENAC

Cambia il regolamento per l’utilizzo professionale dei droni. Nuove limitazioni e disposizioni poche chiare non vanno giù alle associazioni di settore. Tutti i dettagli

Proteste pubbliche, azioni legali e addirittura interrogazioni parlamentari. Non ci stanno le associazioni di settore (FIAPR, UASIT, AIDRONI, EDPA) ad accettare il nuovo regolamento imposto dall’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile (ENAC) che, meno di un mese fa, a sorpresa ha cambiato le norma sull’utilizzo professionale e non, dei cosiddetti  Aeromobili a Pilotaggio Remoto (APR), comunemente chiamati droni.

In poche parole le nuovi disposizioni in materia limitano le operazioni di volo in spazi aerei controllati (CTR), le operazioni effettuate di notte, a cui vanno aggiunte anche nuove disposizioni di utilizzo dei droni fino a 300 grammi di peso. La nuova norma, secondo l’ENAC è diventata necessaria dopo la caduta del drone a Madonna di Campiglio che, per solo pochi centimetri, ha sfiorato lo slalomista austriaco Marcel Hirscher, impegnato in una gara di coppa del mondo di specialità.

Tra le novità delle nuove norme - e sicuramente quella che fa più discutere - riguarda la non differenziazione tra aeromodelli e droni. Infatti se prima di questo emendamento, c’era una bella differenza tra i piccoli droni (catalogati come aeromodelli) venduti nei negozi di modellismo (o anche nei supermercati) e quelli più grandi utilizzati ad esempio per riprese video professionali (come quello caduto a Madonna di Campiglio), ora anche un piccolo drone, con a bordo una action cam per riprese video “amatoriali” potrebbe essere considerato a tutti gli effetti un dispositivo “professionale” e quindi un drone a tutti gli effetti.

Rientrando nella categoria Aeromobili a Pilotaggio Remoto (APR), stando a quanto disposto dall’ENAC, il suo pilota deve possedere una visita medica rilasciata dalla LAPR e un attestato rilasciato dai centri di addestramento per i droni sotto i 25 kg di peso, oltre a sottostare a una serie di norme sull’utilizzo, che solo un pilota vero e proprio o un appassionato di aeronautica potrebbe sapere. Una di queste riguarda il divieto di utilizzo in zone dove sono previsti gli spazi aerei controllati che, come si può intuire, sono in prossimità degli aeroporti, ma anche in alcune zone poco individuabili come gli spazi aerei predisposti per agli aerei che devono compiere opere di spegnimento degli incendi boschivi .

E’ bene precisare che la norma non vieta in toto di installare una piccola videocamera sul drone per uso personale, ma bisogna fare attenzione a non mascherare un’attività professionale con una amatoriale, oltre ovviamente a rispettare tutte le leggi n materia la privacy. Ed è questa, probabilmente, una delle disposizioni che avrà bisogno di maggiori delucidazioni al tavolo tecnico, che si terrà nei prossimi giorni a Roma, che l’ENAC ha convocato per discutere le nuove norme con le associazioni di settore che sono sul piede di guerra.

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(18 GENNAIO 2016)