Smartwatch, il futuro al polso

La corsa degli smartwatch si sta facendo sempre più veloce, anticipando il computer indossabile

In principio è stata la fantasia: dalle storie anni '40 di Dick Tracy, il superpoliziotto con il walkie talkie al polso, al comunicatore, sempre da polso, presente in alcuni film della serie Star Trek. Poi, negli anni '70-'80, è stato il momento della realtà con i primi orologi digitali Casio con tastiera integrata, seguiti, a distanza di due decadi, dall'interpretazione cinese a base di orologi-telefono-lettori mp3 o, in alternativa, orologi-barometro-gps. Adesso, grazie al successo degli smartphone e dei tablet e, naturalmente, alla tecnologia, in grado di realizzare dispositivi piccoli, leggeri e funzionali, alle soglie del 2014 è scoccata la vera ora degli smartwatch, gli orologi multimediali 'intelligenti' (non proprio tutti, a dire il vero, ma alcuni senz'altro sì!). Watch o phone? Nella maggior parte dei casi, la tendenza che ha preso piede nel settore smartwatch è quella di renderli appendici degli smartphone, ai quali sono collegati attraverso una connessione wireless bluetooth di ultima generazione (consuma molto meno rispetto a quella precedente) e che permette agli smartwatch di ricevere telefonate e messaggi come se fossero auricolari senza fili. Alcuni modelli, come l'italiano I'm Watch (vedi avanti), per esempio, dispongono del sistema operativo Android e di schermo touch, risultando cosÏ parzialmente autonomi, anche se richiedono comunque l'abbinamento a un telefono per la connessione a internet. Il vero limite, a nostro parere, rimane quello delle dimensioni del display che, essendo a misura di polso, difficilmente può andare oltre il pollice mezzo (quasi 4 cm di diagonale). Per questa ragione l'utilizzo dello schermo touch può risultare difficoltoso, soprattutto per chi ha mani e dita grandi. Meglio, allora, la scelta dei ragazzi americani di Pebble, che hanno utilizzato un display a inchiostro elettronico monocromatico da soli 1,2 pollici, che non è touch, ma ha il vantaggio di una settimana di autonomia e il prezzo di poco più di 100 euro. Una nota altrettanto interessante è che, per realizzare il loro smartwatch, quelli di Pebble hanno cercato i fondi sulla piattaforma di finanziamento social KickStarter.com.

Sony è avanti L'unico, tra i grandi produttori ad avere creduto da subito negli smartwatch è Sony che, dopo avere presentato il suo primo modello nel 2012, ha bissato quest'anno. Piccolo e leggero, il nuovo smartwatch ha caratteristiche di tutto rispetto, a partire dal sistema di pagamento Nfc fino alla resistenza ad acqua e polvere. Il display da 1,6 pollici è un lcd transflettivo che offre una buona visibilità anche in esterni e ha una durata della batteria di circa quattro giorni. Smartwatch 2 (circa 160 euro) sfrutta una versione ridotta di Android come l'I'm Watch (vedi avanti), ma è meno ingombrante e ha un hardware migliore. Inoltre ha un grande numero di app che possono essere installate direttamente dallo smartphone.

Il Gear di Samsung Samsung si è subito messa all'inseguimento di Sony presentando a sorpresa un suo smartwatch, il Galaxy Gear. L'idea era renderlo più "smart" degli altri e per questo, oltre che di un processore particolarmente veloce, l'azienda coreana lo ha dotato di fotocamera e anche della possibilità di eseguire una telefonata senza bisogno di smartphone collegato, sfruttando la piccola tastiera touch. L'effetto non è male grazie ai due ottimi micro-speaker che consentono di conversare anche senza auricolare bluetooth. Peccato, però, che il prezzo sia elevato (circa 280 euro, in rete) e che le dimensioni siano forse eccessive anche per chi ha un polso di tutto rispetto. L'autonomia è limitata a una giornata e, al momento, la compatibilità è garantita con pochi terminali Samsung (Galaxy S3, Galaxy Note 2 e 3, Galaxy S4 e S4 Mini); occorerreranno ancora alcuni mesi per poterlo sfruttare con la maggior parte dei dispositivi Android di fascia alta. Clicca sul link per leggere la seconda parte dell'articolo dedicato agli orologi intelligenti. Con Pebble, I'm Watch e il misterioso smartwatch Apple.