Pebble Vs I'm Watch

Uno smartwatch realizzato grazie ai finanziamenti social e uno tutto italiano: chi la spunterà?

La scommessa Pebble
La forza della Rete è tale da avere consentito a un gruppo di ragazzi senza fondi o appoggi economici di presentare un loro progetto sul sito di crowdfunding Kickstarter e trovare 100 mila persone che hanno investito al buio 100 euro. Ai ragazzi di Pebble è servito quasi un anno per produrre il loro smartwatch ma i risultati sono ottimi. Rispetto ai concorrenti Pebble è tecnicamente molto più semplice e ha il pregio di essere il più leggero - solo 35 grammi - e vantare la maggiore autonomia, circa 7 giorni. Tutto merito del display in bianco e nero in tecnologia a inchiostro elettronico che, per leggere le mail o i messaggi di Whatsapp, va benissimo. La scelta di rendere disponibile il codice di sviluppo Sdk, poi, ha dato la possibilità ai programmatori di tutto il mondo di creare app originali e, nella maggior parte dei casi, gratuite. Lo trovate in Rete a circa 150 euro.

Lo smartwatch italiano
In questo oceano di colossi hi-tech e star up d'oltreoceano, per una volta noi italiani ci siamo ritrovati all'avanguardia grazie all'idea di Massimiliano Bertolini e Manuel Zanella, due ragazzi veneti, che sono riusciti a farsi finanziare il loro I'm Watch da un fondo di investimento. Come tutti i pionieri della tecnologia, rispetto ai modelli usciti successivamente l'I'm Watch è più pesante (70 grammi) e un po' più ingombrante, ma ha il vantaggio di avere un ottimo schermo touch da 1,6 pollici e, a bordo, una versione ridotta di Android, che permette di eseguire molte app realizzate su misura. Il limite è costituito dall'autonomia, appena sufficiente per arrivare al termine della giornata, e da una certa lentezza che dipende proprio dalla presenza del sistema operativo di Big G. Anche il prezzo (circa 250 euro) è superiore alla media e non ha, per ora, contribuito a fare dell'I'm Watch il successo che molti speravano.

Il futuro è dietro l'angolo
Apple, Qualcomm, Lg sono solo alcuni dei grandi produttori alle prese con un loro smartwatch (Lg, per la verità, ci aveva già provato nel 2009 con un modello passato pressochè inosservato) ed è per questo che, per quanto riguarda le caratteristiche, c'è solo l'imbarazzo della scelta: si parla perfino di smartwatch flessibili, grazie a una nuova tecnologia di display che Samsung ha presentato al CES 2013 di Las Vegas.

Sulle orme di Pebble
Il piccolo produttore Kreyos, invece, ha seguito le orme di Pebble sfruttando le piattaforme di crowd funding: il suo Meteor è uno smartwatch innovativo che riconosce i comandi vocali, utilizza il gesture control stile iPad e si candida a fare da personal trainer grazie alle app dedicate e al suo design sportivo. Soprattutto promette di essere compatibile con gli smartphone Android, iOS e Windows 8: un gioiellino in preordine a circa 125 euro e in consegna a partire da gennaio 2014.

A colpi di watch
La curiosità più grande, però, è tutta per iWatch (che non è l'I'm Watch italiano di cui abbiamo parlato sopra). iWatch è il nome in codice del misterioso smartwatch della casa di Cupertino di cui circolano nel web le interpretazioni più assurde e kitsch (ne vedete alcune nella fotogallery) e che, con tutta probabilità, come da tradizione Apple, resterà una totale incognita fino al momento del lancio. Se mai avverrà.
Clicca sul link per leggere la prima parte dell'articolo dedicato agli orologi intelligenti. A partire dal Sony e dal Samsung.