In arrivo un Android leggero per telefonini low cost

Google I/O è l'incontro annuale degli sviluppatori delle soluzioni e delle app della casa americana. L'edizione 2017 si è appena conclusa e, tra le tante novità presentate c'è Android Go, una speciale versione del sistema operativo mobile studiata per i dispositivi low cost. Ecco di cosa si tratta

Nella convention Google I/O 2017 dedicata agli sviluppatori, che come di sonsueto si è appena svolta a Mountain View, Usa, Google ha fatto il punto sulle soluzioni allo studio e sulle novità in cantiere e ha festeggiato il traguardo dei 2 milairdi di dispositivi Android attivi ogni mese.

Nei prossimi tempi vedremo arrivare il nuovo visore Google per la realtà virtuale che funziona senza smartphone, come avviene oggi. Funzionerò assieme a Google Daydream 2.0, la nuova versione della piattaforma dedicata per la realtà virtuale.

La novità più importante della Google I/O 2017, a nostro parare è l'annuncio del prossimo arrivo di Android Go, versione del sistema operativo del robottino verde studiata per i dispositivi low cost, la cui limitata dotazione hardware renderebbe difficile o impossibile far funzionare efficacemente la nuova release principale.

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Partendo da Android O, nel 2018 il prossimo aggiornamento, Android Go andrà ad affiancarsi alla versione principale del software e, sui dispositivi con meno di 1 GB di memoria ram, ne prenderà il posto e si installerà automaticamente. Con Android Go anche le app saranno alleggerite e messe in condizione di richiedere meno risorse hardware e, nello steso tempo, limitare il consumo di dati sulla rete. Stessa cosa per il Play Store, che proporrà app ottimizzate Android Go.

Android Go non è un'anteprima assoluta, dal momento che è una revisione di “Project Svelte”, allo studio da tempo, ma è importante per la conferma secondo la quale, a partire dal prossimo Android O, tutti i futuri sistemi operativi Google disporrano della rispettiva versione Android Go.

Un'altra novità dal punto di vista software è Project Treble, con la quale Google cerca di superare uno dei suoi maggiori difetti: la lentezza degli aggiornamenti del sistema operativo. Sappiamo, infatti, che Google rende disponibile ai produttori di telefonini il codice sorgente. Sta poi a loro adattarlo al meglio per la miriade di dispositivi sul mercato. Android N, per fare un esempio, è stato lanciato quasi 9 mesi fa ma, al momento, solo il 7 per cento dei dispositivi lo ha installato.

E le cose non vanno molto meglio per il suo predecessore Android 6.0 Marshmallow: lanciato da 18 mesi fa, ha raggiunto appena il 30 per cento dei telefonini. Google prova a superare questo collo di bottiglia con Project Treble, sistema che prevede di suddividere il sistema in parti indipendenti l'una dall'altra, per consentire di ridurre le fasi di aggiornamento e, dunque rendere più veloci i tempi per l'adozione delle nuove versioni di Android da parte dei produttori. Vedremo se si rivelerà un'idea vincente.