RDN4G, la prima radio 4G multimediale al mondo

Un dispositivo unico al mondo, realizzato su brevetto italiano, trasforma il concetto di radio e lo riporta al centro del mondo connesso. Siamo andati a vedere di cosa si tratta. Tutti i dettagli

(credit foto: Ripari Young Group)

di Francesca Tarissi

Il design si rifà alle radio di una volta, con quel tocco vintage che piace sempre per l’attenzione al design e ai colori. Le funzionalità, invece, sono tutto fuorché qualcosa di legato al passato: nome in codice RDN4G-Radionovelli, il nuovo dispositivo delinea nel presente il futuro della radiofonia.

Si tratta di un prodotto unico al mondo (non ne esistono di uguali e il progetto ideato e realizzato da un esperto della radio, Paolo Novelli, è tutelato da brevetto). Incuriositi, siamo dunque andati a provarlo in anteprima.

La prima cosa da dire è che RDN4G-Radionovelli ridefinisce il concetto di radio: non più un qualcosa da ascoltare distrattamente, ma il fulcro di una serie di attività, che non girano solo intorno alla musica e ai programmi fm e dab+ ma anche al video, al web e ai sensi umani: <<RDN4G copre certo l’udito, ma anche il tatto, la vista e anche l’olfatto perché è già predisposto per funzionare come diffusore di essenze>>, ci spiega Paolo Novelli.

Ma andiamo con ordine: per prima cosa c’è da dire che RDN4G è un dispositivo wireless. In uno slot s’inserisce una chiavetta 4G (operatore a scelta dell’utente) e si collega super rapidamente al web (in alternativa c’è lo slot direttamente per la sim 4G). L’abbiamo testato in un locale sotto la strada e poi al livello stradale e non ha mai perso il segnale. Lo schermo è touch. Il sistema operativo è Android personalizzato, implementabile con app a scelta e aggiornabile nel tempo. Il suono HQ ha una potenza in uscita di ben 50 watt e volume di 102 dB e…sì, ci siamo fatti notare in strada mentre ascoltavamo la musica che avevamo richiesto vocalmente a Google.

Che cosa si può fare con RDN4G? Tranne il caffè (per il momento!), praticamente tutto: guardare video, seguire film e programmi della tv on demand (tra le app ha anche Netflix) e da cd e dvd, leggere mail e file, navigare, chattare via skype (ha i comandi vocali e il riconoscimento facciale), selezionare contenuti radio on demand, ascoltare la musica in fm, dab e web radio che, anche in assenza di segnale, garantisce 20 minuti di buffering (un tempo più che sufficiente per uscire magari da una galleria e riconnettersi), condividere contenuti sui social network, guardare le foto (ha lo slot per le schede di memoria sd) e collegarsi via bluetooth allo smartphone.

In particolare ci ha colpito la funzione Hub: si tratta di una app (l’icona è un microfono) che, una volta sfiorata, intercetta la musica che stiamo ascoltando o il contenuto che stiamo guardando, identifica l’autore e ci propone tutto quanto lo riguarda (foto, video, libri, file, mp3 ecc ecc). Una sorta di Shazam evoluto insomma.

Questo per quanto riguarda una parte delle funzionalità già presenti. Già, perché poi ci sono quelle in fase di sviluppo che chiunque sarà libero di scaricarsi e consentiranno, per esempio, anche di verificare l’andamento della cottura dei cibi in forno direttamente dall’RDN4G oppure controllare cosa accade in casa in nostra assenza.

Insomma la radio come non l’abbiamo mai utilizzata prima.

RDN4G è disponibile in tre versioni, Small (199 euro), Medium (399 euro) e Large (499 euro). Tutte sono portatili ma ovviamente quella piccola lo è più comodamente delle altre ma penalizza la grandezza del display touch e, viceversa, quella grande ha un magnifico display ma risulta più pesante. <<Abbiamo dotato tutti i modelli di una maniglia rigida trasparente, così, volendo, possono essere anche montate al muro ed essere installate nella stanza, per esempio la cucina o il bagno,  dove si desidera avere a disposizione un dispositivo multimediale evoluto e completo>>, aggiunge Novelli.

Disponibili a partire dalla prossima primavera in tre variazioni di colore, rosso ciliegia, bianco e nero, RDN4G si può acquistare direttamente on line.

Sotto un video di presentazione
 

 

(8 febbraio 2016)