In prova | Panasonic Lumix TZ80, un fuoco imbattibile

Superzoom 30x, schermo touch, funzione post focus e video in 4k: basterà, questo poker d'assi, a far vincere alla Panasonic Tz80 la sfida contro gli smartphone? La abbiamo provata in anteprima  

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La Panasonic Lumix Tz80 da 18 Mpixel è la nuovissima punta e scatta da viaggio (Tz sta per Travel zoom) erede della Tz70 del 2015. A quel modello aggiunge un sensore cmos più sensibile e, finalmente, un display touch (indispensabile per combattere lo strapotere degli smartphone) da 3 pollici. Oltre a un nitidissimo mirino elettronico da 1 milione di punti. Ma non solo: compatta ma non lillipuziana sfrutta infatti il processore d'immagine Venus Engine che le permette di scattare a raffica fino a 10 fps (5 fps con autofocus continuo). 

La Tz80 è una fotocamera comoda da impugnare, funziona bene in modo full auto ma, a chi vuole di più, permette una completa regolazione manuale dei parametri (oltre che scattare in formato raw). Inoltre, con la sua gamma di filtri creativi da sovrapporre alle immagini e il wifi per condividere subito le foto (anche su Twitter), strizza l'occhio ai social network e non dimentica di offrire funzini alla moda quali ra registrazione video in time lapse e in stop motion. E, soprattutto, ha 4 assi nella manica: un superzoom 30x, lo schermo touch , funzione post focus e video in 4k.

IL POST FOCUS
La funzione Panasonic post focus è stata lanciata lo scorso novembre e permette di cambiare il piano di messa a fuoco alle foto già fatte: una bella comodità. Si tratta di un'innovazione che richiama la Lytro camera e il suo sistema light field. Nella Tz80, però, il risultato si ottiene in modo completamente diverso, dal momento che il post focus Panasonic scatta fino a 49 foto in sequenza, ciascuna con un diverso punto di messa a fuoco che poi può essere scelto semplicemente toccando il display.

Nell'uso pratico il sistema funziona bene con i soggetti fermi (a nostro parere è meno utile nel caso di soggetti in movimento), va solo tenuto in conto che, dopo aver fatto le foto (a 8 Mpixel, ossia 3.840 x 2.160 pixel), la fotocamera ci mette circa 3 secondi a elaborare la sequenza, a rendere disponibile la scelta del punto di messa a fuoco e, subito dopo, a salvare la foto.

Noi abbiamo provato fotografando un insieme di piante poste a differenti distanze dalla fotocamera e, dopo lo scatto, abbiamo facilmente messo a fuoco il punto desiderato.

IL VIDEO 4K
La Panasonic Tz80 filma in 4k ultra hd (3.840 x 2.160 pixel): è la prima compatta Panasonic a farlo. Sfrutta il formato mp4/25p a 100 mbps: un flusso video di tutto rispetto e che richiede una scheda sd performante. In full hd filma invece in formato avchd sia con cadenza 25p (@ 10 e 20 mbps) sia 50p (28 mbps). Il full hd, il formato hd e il video tradizionale possono essere filmati anche in mp4, con flusso video 50p o 25p. 

Il video 4k della Panasonic è molto buono: nelle clip di prova, riviste sul 50 pollici 4k Panasonic Tx50 Ax800 siamo riusciti a contare le vibrisse dei baffi del nostro gatto. Parte del merito, va detto, va anche al sempre ottimo sistema di stabilizzazione su 5 assi, che funziona alla grande anche (soprattutto) con lo zoom alla massima focale ed evita l'effetto mal di mare pure senza cavalletto. Interessante la possibilità di “estrarre” dal flusso video in 4k delle foto a 8 Mpixel, così come di cominciare a memorizzare le foto 1 secondo prima dell'effettiva pressione del pulsante di scatto, per avere più probabilità di beccare il momento giusto.

LO ZOOM
La Tz80 sfoggia un lunghissimo zoom Leica 30x, equivalente a un 24-720 mm nel formato a pellicola da 35mm. L'apertura va da f/3.3-6.4 e questi valori, in pratica, indicano che alla massima escursione lo zoom manda al sensore quasi 2 volte meno luce di quando si trova in posizione grandangolo: nelle foto in luce critica e con zoom al massimo potrebbe perciò capitare di ottenere delle foto meno nitide, se non fosse che, in modalità automatica, l'aumento del valore iso mantiene comunque il tempo di scatto quasi sempre al di sotto del limite critico per una foto mossa. In ogni caso la focale dell'obiettivo è notevole sia sul versante grandangolo sia sul versante teleobiettivo. Il controllo elettrico dello zoom fa il suo dovere, è fluido e il movimento è proporzionale alla pressione fatta sulla levetta. 

IL DISPLAY
Il display touch misura 3 pollici e ha 1 milione di pixel: nitidezza da vendere. Si vede bene anche in esterni e ha la giusta sensibilità.
Risponde al tocco subito sia mentre si sceglie il punto di messa a fuoco sia mentre si toccano le icone per la regolazione a video delle varie opzioni di menu. Insomma è un ottimo display.

IL PARERE DI THE DIGEON
Abbiamo scattato foto e fatto video a raffica in un paio di settimane di uso intenso. Sia con la luminosa luce di soleggiate e nitide giornate invernali sia con un plumbeo cielo carico di pioggia e vicino al tramonto, sia in interni scuri. La Panasonic Tz80 non ci ha mai deluso, ci ha sempre dato foto di alta qualità, anche usata in completo automatismo

I colori si sono rivelati saturi al punto giusto (chi ama le tinte più forti del normale può facilmente attivare un filtro ad hoc), negli scatti fino a 1.600 iso il rumore video è contenuto (anzi direi molto contenuto, considerato il minuscolo sensore usato) e la palette di colori superba: nessuno smartphone può, al momento, inanellare assieme queste tre caratteristiche.

Per quanto riguarda la comodità i comandi sono dove ci si aspetta che siano (anche quelli di uso meno frequente) e la combinazione di tasti veri e funzioni accessibili (anche) via touch screen rendono la Tz80 ben progettata.

Tra i molti pro di questa fotocamera segnaliamo la messa a fuoco nel punto in cui si tocca lo schermo (davvero comodo), l'autofocus velocissimo (grazie alla tecnologia Dfd, Deep field defocus, capisce al volo se cercare la messa a fuoco più vicina o più lontana) che evita di perdere tempo (e batteria) in inutili giri.

Il wi-fi incorporato permette non solo di condividere facilmente le foto ma anche di telecomandare in modo completo la Tz80 da smartphone o da tablet: basta usare l'app gratuita Panasonic Imaging App (per iOs e Android) non solo per scattare in remoto ma anche per cambiare il punto di messa a fuoco, attivare il flash, regolare il valore iso, vedere le immagini video in diretta e anche quelle già archiviate sulla scheda sd.

Nonostante la Tz80 usi un sensore da 18 Mpixel di appena 1/2,3 di pollice, le foto fatte fino a 1.600 iso non mostrano (quasi) il classico rumore video, che appare nelle zone più scure dell'immagine salendo a 3.200 iso oppure attivando la modalità estesa che lo porta a 6.400.
Buona l'autonomia della batteria (secondo Panasonic fino a 320 scatti) che, com'è naturale, diminuisce in modo anche sensibile filmando a lungo anziché facendo foto.

Tra i pochi e, a nostro parere, non gravi difetti, segnaliamo il classico rallentamento dell'autofocus con immagini a bassissimo contrasto (per esempio pareti uniformi) o fatte con poca luce. Lo scatto in modalità post focus tende a diventare più lento se si fotografa con poca luce e senza flash e si capisce: il tempo di esposizione aumenta. Nello stesso tempo aumenta anche il rischio di fare una foto mossa. 

Infine due peccati (veniali) che non riguardano il funzionamento in sé quanto piuttosto la comodità d'uso: la Tz80 non ha il gps e lo schermo non è basculante. Peccato.

Il grande fotoreporter di guerra Robert Capa diceva che se una foto non gli era venuta abbastanza bene era perché non si era avvicinato abbastanza al soggetto. Se avesse avuto a disposizione una fotocamera con uno zoom 30x come quello della Panasonic Tz80, forse non lo avrebbe detto. Ma, di certo, ora si starà rivoltando nella tomba leggendo che mettiamo sullo stesso piano una foto fatta da vicino e una fatta usando uno zoom, che restringe l'angolo di campo. Nei negozi a partire dal prossimo marzo, la Panasonic Tz80 non ha ancora un prezzo ufficiale italiano. Negli stati Uniti è in vendita a circa 500 euro.