Panasonic Lumix Dmc-Fz1000 | Il video 4k alla prova

Test - La Panasonic Lumix Dmc-Fz1000 è una fotocamera bridge di lusso, un modello capace di unire i mondi della foto e video ultra hd in un insieme armonico e convincente. L'abbiamo provata a fondo e messo alla frusta le sua capacità di filmare in ultra hd/4k

Panasonic DMC FZ1000

Abbiamo presentato la Panasonic Lumix Dmc-Fz1000 quando è stata lanciata in Italia. Oggi ne riparliamo ne pubblichiamo la prova perché è la prima fotocamera bridge capace di filmare in 4k: la rapida discesa dei prezzi delle televisioni 4k (con 700 euro ci si porta a casa un 50” di classe media) rende la Fz1000 ideale per riempire di pixel i nuovi display ultra hd (3.840 x 2.160 pixel). Ma come sono, questi, pixel?

panasonic dmc fz1000I punti forti della Fz1000 sono un sensore Cmos da 20 Mpixel e 1" di diagonale e l'obiettivo zoom Leica 16x, equivalente a un 25-400 mm (f2,8-4,0) e stabilizzato dall'ottimo sistema Power Ois a 5 assi.

IL VIDEO 4k
La capacità di ripresa video in ultra hd della Fz1000 è una delle sue caratteristiche più interessanti. L'abbiamo messa alla prova in una varietà di situazioni: esterni nuvolosi e in pieno sole, interni con illuminazione mista luce naturale e artificiale e, infine, a basse luci. In ciascuno di questi test si è ben comportata.

Le riprese in ultra hd sono ottime. Vengono registrate in mp4/H264 al notevole bitrate di 100 Mbps, cosa che rende indispensabile una scheda sd di razza e assai capiente, visto che un minuto di video occupa la bellezza di circa 700 MB. Noi abbiamo scelto una Sandisk Extreme Pro classe 10/Uhs I

Rivisti su una tv ultra hd da 50” (la dimensione minima per apprezzare la differenza con il full hd), i filmati son stati un successo: puliti, nitidissimi, con colori brillanti e fedeli. Il velocissimo autofocus fa bene il suo lavoro. E tiene il punto durante la zoomata assistita, nonostante le pesanti lenti che deve gestire (quella frontale misura da 62 mm). 

Il video in 4k può essere convertito in un più maneggevole full hd mantenendo intatta la qualità. Anche anche filmando in full hd nativo (50p @ 28Mbps, in Avchd o Mp4) la qualità resta ai vertici della categoria. L'unico appunto, per i patiti del video cinema-like, è che il formato 24p viene registrato in Avchd @ 24 Mbps e solo in full hd, niente 4k. Ci consoliamo con il super slow motion full hd a 100 fps, che riduce a ¼ la velocità delle scene riprese mantenendo una fantastica nitidezza.

panasonic dmc fz1000

LE FOTO
Negli scatti fotografici la Lumix Dmc-Fz1000 convince, ci mancherebbe! E si fa forte di uno scatto a raffica che, a 20 Mpixel, arriva fino a 12 fps (7 fps con autofocus continuo). Scattare in raw è molto più che una finezza per fissati. Infatti, questo formato permette di convertire nel più comodo jpg foto migliori, con un più basso livello di rumore in basse luci, una più ampia gamma dinamica e con colori più fedeli. Con la Panasonic la conversione raw/jpg si può fare direttamente in macchina, senza usare pc e Photoshop: una grande comodità.

L'USO
Comoda da impugnare e costruita con plastiche di alta qualità, l'Fz1000 è una fotocamera molto ben progettata. A prima vista può essere scambiata facilmente per una reflex, grazie anche alle soluzioni d'uso che Panasonic le ha dato.

Per fare le foto il corpo dell'Fz1000 è praticamente perfetto. Comodo da impugnare, con i tasti di controllo dove ci si aspetta che siano e pensati in modo intelligente. Con la rotella posta sotto il pollice, per esempio, si regolano in un istante sia il diaframma sia il tempo di scatto.

panasonic dmc fz1000Inoltre abbiamo trovato assai comodi i 5 pulsanti funzione (due li vedete nella foto a destra, marchiati Fn1 e 2), che si possono impostare a piacimento per richiamare al volo le funzioni che ci sono più utili, senza passare dal menu a video. Molto comodo anche il display rotante da 3 pollici e 920mila pixel: luminoso il giusto e orientabile per fare al meglio le inquadrature più inconsuete.

In caso di luce eccessiva non manca la possibilità di inquadrare dal mirino elettronico, un ottimo oled da 2,36 Mpixel, dai colori piuttosto naturali e pressoché privo di effetto scia grazie al refresh delle immagini a 50 fps.

Ben fatto e razionale il menu di gestione. Chiaro e reattivo nel cambio pagina, a nostro parere sconta qualche tecnicismo di troppo in alcune voci, che potrebbero disorientare i meno esperti. 

In compenso, per non tradire la sua vocazione di bridge, ossia di fotocamera che congiunge il mondo amatoriale delle compatte con quello delle reflex, alla Lumix Fz1000 non mancano le impostazioni “easy”, che vanno dai programmi d'uso superautomatici “Ai” e “Ai”+ alla possibilità di impostare facilmente i migliori parametri di scatto in funzione del tipo di scena che si sta inquadrando. Basta ruotare il selettore superiore in posizione “scena” e usare i pulsanti freccia per scegliere impostazioni quali “pelle di seta”, “tonalità rilassante” o anche “viso dolce di un bambino”. Vabè, se non altro funzionano.

panasonic dmc fz1000

IL PARERE DI THE DIGEON
La Panasonic Lumix Dmc-Fz1000 è una delle migliori fotocamere bridge della categoria. Velocissima ad accendersi, mettere a fuoco e scattare, dimostra di avere potenza da vendere, sia per le foto (raffiche di 20 Mpixel a 12 fps non sono da tutte), sia per i video, che filma in un ottimo 4k a 100 Mbps.

Il sistema di autofocus a 49 aree (di ampiezza regolabile) si è rivelato la carta vincente in molte occasioni di ripresa. Con il suo motore lineare e la tecnologia dfd (depht from defocus) che compara due immagini con differente nitidezza, mette a fuoco in appena 8 centesimi di secondo (a cui vanno aggiunti i tempi fisici di spostamento delle lenti). Secondo la Casa permette di superare il noioso “inseguimento del fuoco” che ammorba moltissimi autofocus a rilevamenti di contrasto. Questo giudizio entusiastico è appena un poco offuscato dal fatto che a volte, in modalità tracking, l'autofocus è stato meno perfetto di quanto ci aspettassimo. Abbiamo preferito impostare la macchina in modalità one shot.

L'obiettivo asferico Leica fa il suo dovere e anche nel 4k non perde in nitidezza. Sfoggia una luminosità piuttosto buona (anche se non costante per tutta l'escursione focale) e, paradossalmente, ci è sembrato più nitido in posizione tele piuttosto che in posizione grandangolo. Ma si tratta di una valutazione, dal momento che non abbiamo fatto prove oggettive con una mira ottica.

Sempre per quanto riguarda l'obiettivo ci è molto piaciuto il selettore posto sul barilotto (foto qui sotto) che permette, spostandolo, di usare la ghiera per mettere a fuoco o per regolare lo zoom manualmente. Possibilità, quest'ultima, che abbiamo trovato utile quando la velocità dello zoom motorizzato era troppo elevata per il tipo di ripresa video che avevamo in mente.

panasonic dmc fz1000

La potenza del processore (Venus Engine quad core) consente di navigare tra i menu o sfogliare tra le foto fatte senza incertezze o rallentamenti. Non scontata, e sicuramente apprezzabile, la presenza della presa standard jack 3,5 mm per collegare un microfono esterno. Per contro manca la presa cuffie: sarebbe stata utile per tenere sotto controllo i rumori meccanici (i clic, la ghiera che ruota ecc.) che, a volte, han fatto capolino nelle riprese in ambienti particolarmente tranquilli. Il sistema di stabilizzazione Mega Ois fa letteralmente miracoli ma non può reggere una ripresa a mano libera a 400 mm di focale, nemmeno se questa macchina avesse un'ergonomia pensata per i video e non per fare foto. Se non si usa il cavalletto, a 400 mm non c'è stabilizzatore che tenga.

Passiamo ora agli aspetti criticabili, che pure ci sono. Per quanto riguarda la ripresa video, in un paio di sequenze abbiamo ottenuto panoramiche nion del tutto fluide, e questo sia in full hd sia in 4k. Non siamo riusciti a capire l'origine del fenomeno, ma pensiamo che dipendesse dal campione che abbiamo provato, non esattamente nuovo.

panasonic dmc fz1000Il display da 3” è nitido, ok, ma per filmare al meglio in 4k ci sarebbe piaciuto se i progettisti Panasonic avessero trovato lo spazio per farci stare almeno un 3,5”. Se non un 3,7”.

Per quanto riguarda il rumore digitale dobbiamo ammettere che il sensore da 1” mantiene le promesse anche se, alle basse luci, attorno ai 3.200 iso di sensibilità la grana si vede, almeno nelle zone più scure dell'immagine. In questi casi, per ottenere i migliori risultati e non rischiare di perdere i dettagli più fini abbiamo scattato in Raw e “sviluppato” la foto dopo lo scatto, per minimizzare o risolvere il problema. D'altro canto non dobbiamo dimenticare che si tratta pur sempre di una fotocamera bridge, a ottica fissa: chi desidera di più deve orientarsi su una fotocamera reflex o su una micro 4:3 (già con queste ultime si avrebbe un sensore di superficie quasi doppia).

Un po' sotto pressione, infine, l'autonomia della batteria. Nelle nostre riprese video in 4k il livello critico è stato raggiunto dopo quasi mezz'ora: una batteria supplementare è d'obbligo (il ricambio originale costa circa 65 euro).

Con uno street price ora sotto i 750 euro  la Panasonic Lumix Dmc-Fz1000 non è certo un'entry level. Ma per le prestazioni che offre e per la tecnologia che ha dentro, vale tutto il suo prezzo. E lo varrà a lungo, grazie alla capacità di filmare in 4k.

Al link che segue potete leggere la scheda tecnica ufficiale della Panasonic Dmc-Fz1000.

(26 marzo 2015)