Canon e Alessandro Trovati fotografano le Olimpiadi

Il 5 agosto si apriranno le XXXI Olimpiadi di Rio de Janeiro. Da Canon e uno dei suoi ambassador, Alessandro Trovati, ecco una gallery di immagini dalle ultime 3 edizioni dei giochi. E quattro consigli da "pro" per immortalare al meglio gli eventi sportivi. In attesa che lo spirito olimpico prenda il via

«Per fotografare i Giochi olimpici non occorrono doti particolari, almeno rispetto ad altre discipline sportive. Si tratta sempre di rendere eterno un istante rapidissimo. Le Olimpiadi sono un’occasione unica poiché in pochi giorni si condensano tante discipline diverse». È il punto di vista di Alessandro Trovati, il fotografo italiano che da più di 25 anni segue le più importanti manifestazioni dello sport mondiale. Da Usain Bolt a Valentina Vezzali e Michael Phelps Trovati, che è ambassador di Canon, propone le sue immagini capaci di fissare l'attimo e il gesto atletico: una foto può racchiudere e immortalare per sempre la gioia, il dolore e la fatica di un atleta.

Ecco i consigli da professionista di Alessandro Trovati per fare ottime foto agli eventi sportivi
La dotazione

Per quanto riguarda l’attrezzatura, i lunghi fuochi devono far parte del kit del fotografo delle Olimpiadi. Io per esempio uso zoom Canon 300 f/2,8 e 400 f/2,8. Non mancano però le visioni allargate con Canon 16 – 35 f/2,8 o anche meno. Abbondo anche nei corpi macchina, la dotazione è di almeno 3, tutti top di gamma come Canon EOS 1D – X Mark II, tropicalizzati. Durante i Giochi il fotografo professionista deve prevedere che, rimanendo all’aperto dalla mattina alla sera inoltrata, il tempo atmosferico possa cambiare. A Londra 2012 era la regola.

La modalità di scatto
Generalmente uso lo scatto manuale, ma nulla vieta di utilizzare l’impostazione automatica, in modo particolare con priorità dei tempi. Gli ISO sono sempre alti (da 800 in poi), anche di giorno. Non si può correre il rischio di un micro mosso quando la velocità dell’atleta è alta. All’imbrunire, poi, gli ISO alti rappresentano la regola, perché durante le competizioni olimpiche non è possibile usare il flash per non disturbare le riprese tv. In questo caso si arriva a 3.200 iso e oltre.

La sperimentazione
Spesso può essere utile (e divertente) disobbedire alle regole. Le gare di velocità ad esempio, consentono il mosso per enfatizzare il movimento, mentre le gare al chiuso - come la scherma - offrono un’illuminazione quasi teatrale. Alle Olimpiadi di Londra, dove le squadre femminili e maschili di scherma hanno fatto sognare, ho potuto sperimentare la multi esposizione e l’effetto mosso con buoni risultati.

Il soggetto
Un aspetto importante è conoscere la competizione. Occorre ritrarre il Campione durante la massima espressione agonistica cercando immagini di contorno (la gente, l’esultanza dell’atleta, l’abbraccio della folla). È fondamentale trovare la giusta posizione, il giusto punto di vista, il luogo dal quale si potrà documentare il momento epico. Ci si alza presto al mattino e si aspetta anche fino a sera. Un esempio sul campo: ad Atene ho aspettato una giornata intera per riuscire a cogliere il momento unico in cui Yuri Chechi era circondato dalla corona d’alloro sullo sfondo. Un’immagine che segna un pezzetto della storia dei giochi olimpici.

Dai Giochi Olimpici di Atene 2004 e Pechino 2008 fino a quelli di Londra 2012, Trovati ha sempre saputo raccontare la passione sportiva. In questa fotogallery, realizzata in collaborazione con Canon, vi presentiamo una selezione di immagini olimpiche del fotografo italiano.

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