Woop food, il Kickstarter del cibo made in Italy

Woop food è la prima piattaforma di finanziamento dedicata al settore agroalimentare italiano. Ecco come funziona e come partecipare

Sostenere lo sviluppo delle piccole realtà del settore agroalimentare del Bel Paese, preservare e incentivare la  biodiversità, tutelare le eccellenze made in Italy e sviluppare una crescente attenzione alla qualità e alla salute dei consumatori anche attraverso la tracciabilità dei prodotti: sono questi gli obiettivi principali di Woop food la prima piattaforma di micro-finanziamento collettivo (crowdfunding) a ricompensa (reward-based).

In uno scenario che vende le multinazionali fare man bassa del mercato, spesso è difficile per le piccole e medie imprese del gusto dare il giusto risalto e la giusta promozione ai loro prodotti di qualità unica.

L’idea di una piattaforma di crowdfunding, dunque,  nasce dalla volontà di voler supportare le piccole realtà italiane anche nell’utilizzo delle nuove tecnologie.

In pratica Woop food da una parte aiuta il piccolo produttore a sostenere ed espandere la propria attività, dall’altra dà la possibilità agli utenti di scoprire nuovi prodotti agroalimentari.

Funziona così: ogni aspirante progettista può inviare la propria candidatura attraverso la sezione "Crea" del sito. Come in Kickstarter avviene una selezione e i progetti che la superano hanno la possibilità di gestire autonomamente il proprio profilo e la propria pagina di crowdfunding. Da parte loro, invece, i sostenitori possono finanziare il progetto con somme che partono da 5 euro fino a 2mila euro e ricevere delle ricompense di prodotto, digitali oppure esperienziali, in proporzione al sostegno dato.

Le campagne di successo, poi, si trasformano in produzioni reali.

I primi progetti approvati e al momento presenti sulla piattaforma di crowdfunding sono iOlive, King of Truffles e Mais Corvino.

iOlive è un’app destinata alla tutela dell’olio di oliva italiano; King of Truffles, invece, è una campagna di finanziamento per i acquistare il materiale necessario a delimitare la Tartufaia del Re, che si trova Ai piedi del Parco Nazionale d’ Abruzzo, Molise e Lazio, e piantare nuove querce, cioè alberi favorevoli a creare facilmente sulle proprie radici la simbiosi necessaria per far sì che il tartufo possa crescere; infine Mais Corvino punta a raccogliere il denaro sufficiente per completare la produzione del primo lotto di birra ottenuta dal mais nero, da vendere sul mercato dopo una fase di sperimentazione andata oltre le aspettative.