Vita e morte delle app sui nostri smartphone

Un nuovo studio condotto da Yahoo ci spiega il destino, a volte infelice, delle nostre app. Ma, soprattutto il motivo per il quale ne usiamo sempre alcune mentre, invece, ne eliminiamo altre. Tutti i dettagli

Esistono app per tutti i gusti, da quelle più classiche sul tempo atmosferico o le notizie, a quelle per mandare messaggi o chiamare senza intaccare il nostro credito, ai giochi, alle app sportive o di cucina, fino a quelle che ci ricordano di bere un numero tot di bicchieri d’acqua al giorno o con cui ci possiamo auto-ipnotizzare.  Insomma, le app hanno monopolizzato i nostri telefoni, se passiamo 10 minuti sul nostro smartphone, in media 9 sono spesi a navigare su una delle nostre app preferite.

Ma come decidiamo se scaricare un’app o meno, e quanto dura l’amore per il nostro nuovo acquisto?
Uno studio di Yahoo condotto su 2500 utilizzatori negli Stati Uniti ha scoperto che il 32% dei mobile user lasciano un’app inutilizzata sul proprio smartphone da 1 a 3 mesi prima di eliminarla, il 29% del campione la elimina addirittura dopo una settimana, mentre un più indeciso (o pigro?) 11% continua a dare seconde possibilità lasciando app inutilizzate sul proprio dispositivo fra i 3 e i 6 mesi.

Quest’ultimo gruppo fa sicuramente parte di quel 45% per cui il motivo primario per dire addio a un’app è  per liberare spazio di archiviazione. Insomma, persone che devono arrivare a trovarsi la memoria piena proprio quando devono filmare i primi passi del loro bambino per  prendere la sofferta decisione di dedicare 10 minuti del loro tempo a eliminare tutto ciò che nel loro telefono è sostanzialmente inutile. Esistono invece, un 53% di utenti che amano il “chiodo scaccia chiodo” e eliminano applicazioni obsolete per sostituirle con versioni migliori e un 46% composto da persone che non tollerano app con troppa pubblicità.

Paradossalmente, la pubblicità risulta essere, secondo lo studio di yahoo, un elemento fondamentale, determinando il 49% dei download. A giocare invece il ruolo di deterrente sono le recensioni negative, che nel 39% dei casi ci convincono a non scaricarla. La vastissima scelta di applicazioni ha anch’essa un ruolo importante, nel 32% dei casi infatti, si decide di non scaricare un app perché troppo simile a una che già abbiamo.

 Nonostante ciò il mercato non sembra saturo o sovraffollato, gli sviluppatori non sono mai stanchi di proporci app, più o meno utili o bizzarre mentre noi consumatori non siamo mai contenti: il 30% degli intervistati afferma di riuscire a pensare ad almeno un’app che non è ancora stata inventata e di cui sentono la mancanza.

(20 gennaio 2016)