Unilibro porta Google in tribunale

La libreria italiana on line, dedicata al mondo universitario, accusa Big G di penalizzarla nell’indicizzazione dei risultati di ricerca. E’ il primo caso di questo tipo in Italia

Fortemente penalizzata: così si considera Unilibro riguardo ai risultati di ricerca mostrati da Google, quando si cerca un testo universitario di qualche genere.
Stando a quanto divulgato dalla libreria italiana, tutto ha inizio nel 2010. Ancora in quell’anno Unilibro risultava il secondo sito di settore in Italia. Poi qualcosa è cambiato e la piattaforma di testi universitari ha iniziato una lenta discesa nella classifica dei siti di riferimento.

<<In prima battuta le cause furono attribuite a problemi d’indicizzazione con Google>> - si legge nel comunicato stampa ufficiale appena diffuso - <<quindi, si decise di affidarsi ai migliori esperti SEO (Serch Engine Optimization), che non riuscirono però a invertire la tendenza, anzi, si convinsero che i problemi potessero risiedere in Google>>

Informazione dopo informazione, alla fine Unilibro è giunto alla conclusione che qualcosa di poco chiaro è accaduto. Da lì la decisione di affidare allo Studio Legale Fioriglio-Croari una delle prime cause giudiziarie al mondo sul cuore del motore di ricerca di Mountain View.

Secondo l'avvocato Gianluigi Fioriglio: <<I test effettuati hanno immediatamente evidenziato che qualcosa negli algoritmi di Google probabilmente si comportava in modo anomalo. Solo per fare un esempio, nel momento in cui si digitava sul motore di ricerca 'Unilibro + il titolo di un libro', i risultati mostravano sempre ai primi posti le pagine di un'altra libreria online, circostanza poi risolta in corso di causa. Ulteriore esempio di anomalia evidenziata dai test condotti e presente ancora tutt'oggi", prosegue l'Avvocato Gianluigi Fioriglio, "è poi quella concernente i 'risultati omessi', poiché ritenuti poco rilevanti o duplicati. Per quanto riguarda Unilibro, infatti, le percentuali di omissioni dalle pagine di Google, a parità di titoli ricercati, arrivano oggi al 50% circa, mentre per alcuni siti del settore si fermano attorno al 15%>>.

A detta dei tecnici informatici a cui si è rivolta Unilibro, la spiegazione più probabile è che Big G, per qualche motivo, abbia assimilato la libreria digitale universitaria a un’altra libreria.

Problema risolto dunque? Evidentemente no. A seguito di diverse segnalazioni e un incontro tra le parti, Unilibro ha deciso di rivolgersi al Tribunale Civile di Bologna, il cui procedimento giudiziario si avvia oggi verso la fase finale. Con quale esito, però, ancora non possiamo sapere.

(22 dicembre 2014)