Riscaldamento delle acque: prove dai robot in Liguria

Dopo circa due mesi di navigazione, i robot acquatici del Centre for Maritime Research and Experimentation (Cmre) di La Spezia hanno rilevato un considerevole aumento della temperatura del Mar Ligure. Tutti i dettagli

Una flotta di tre glider, robot subacquei ecologici privi di  motore, che si muovono semplicemente sfruttando piccoli cambi di assetto interno, che ne variano baricentro e  galleggiabilità, in 55 giorni (dal 1 maggio al 30 giugno 2016), hanno percorso 1454 miglia marine lungo le coste liguri, raccogliendo dati anche in profondità.

Dalla lettura di questi dati, i ricercatori del Cmre di La Spezia, il centro Nato per la ricerca e la difesa in mare, hanno scoperto un aumento sorprendentemente alto della temperatura dell’acqua a profondità intermedie, a circa 200 metri, nel Mar Ligure, tra la Corsica e la costa ligure e toscana, con valori di 0,5-1,0 °C superiori a quelli precedentemente misurati nella stessa zona tra il 1970 e il 2014..

I risultati preliminari dell’operazione, che fa parte della campagna ambientale Logmec 16 (Long-term Glider Missions for Environmental Characterization), fanno ipotizzare che il riscaldamento anomalo sia causato dall’incremento di temperatura delle acque di media profondità provenienti dal Mar Tirreno e che si originano nel Mediterraneo orientale. Anche a profondità maggiori, è stato rilevato un aumento di temperatura e salinità delle acque provenienti dal Mediterraneo orientale.

Se confermati, questi risultati potrebbero dimostrare che nell’arco di alcuni anni la variabilità climatica del Mediterraneo orientale è in grado di influenzare in maniera significativa il Mediterraneo nord-occidentale, con impatti sulle acque intermedie e profonde e, di conseguenza, sugli ecosistemi marini, maggiori rispetto a quanto stimato fino a oggi. 

Alla campagna hanno partecipato ricercatori provenienti da diverse nazioni Nato e da centri di ricerca come Cls (Francia), Dstl (UK), Ingb (Italia), Ismar (Italia), Mit (USA), Mwc (UK), Ogs (Italia), Onr (Stati Uniti d'America), Uea (UK), Unibo (Italia), Usam (Italia).
 
Durante la campagna, si sono persi i contatti con uno dei glider. Per garantire la continuità dell’esperimento si è reso necessario l’impiego di un nuovo glider che ha poi portato a termine regolarmente la missione. Tutte le attività in mare sono state condotte grazie al supporto e in coordinamento con la Marina Militare Italiana, ed in particolare con il Comando Marina Nord della Spezia.