Paypal abbandona Kickstarter e Indiegogo

Paypal non rimborserà più chi investe nei progetti di crowdfunding: il rischio di non vedere realizzato il progetto che si è contribuito a finanziare ricade completamente sulle spalle dell'investitore

La notizia era nell'aria da un po': Paypal, uno dei più importanti sistemi di pagamento online ha annunciato che, a partire dal prossimo 25 giugno, le piattaforme di crowdfunding non beneficeranno più della “protezione dell'acquisto” che tiene gli utenti di Paypal al riparo dalle web-truffe.

Questo significa che chi darà soldi usando Paypal a un qualunque progetto di crowdfunding, proposto da piattaforme social quali Kickstarter e Indiegogo, non potrà chiedere il rimborso se qualcosa andrà storto.

La ragione è che la banca americana non si vuole accollare il rischio derivante dall'alto numero di frodi e fallimenti che affliggono i progetti che ricorrono al crowdfunding.

PROGETTI AD ALTO RISCHIO
Uno studio dell'
Università della Pennsylvania sostiene che circa il 9 percento dei progetti proposti su Kickstarter non vanno a buon fine, e chi ha investito non riceve la ricompensa promessagli come investitore della prima ora. E che solo circa il 13% degli investitori, nel caso in cui non riceva il prodotto viene almeno rimborsato.

D'altro canto, se Paypal tira indietro la mano, Kickstarter non ce l'ha proprio mai messa, dal momento che le regole del sito dicono chiaramente che “la società non può garantire l'autenticità di qualunque dato o informazione che gli utenti (ossia chi propone un progetto) danno riguardo loro stessi, la loro campagna di finanziamento e i progetti”.

Stessa musica per Indiegogo che, in più, dice chiaramente di non supportare in alcun modo nessuno dei progetti che mette online.

A rifletterci un po' su, la questione non è di poco conto. Basti pensare che le piattaforme di finanziamento social, pur se giovani (Indiegogo è nato nel 2008) hanno già collezionato fallimenti epici. Uno su tutti il progetto del mini drone intelligente Zano il cui produttore, Torquing Group, ha raccolto su Kickstarter la bellezza di quasi 3 milioni di euro e ha consegnato il drone promesso (oltretutto assai difettoso) ad appena 600 tra investitori e utenti della prima ora.

Come se non bastasse, coloro che hanno fatto il preordine sul sito di Zano pagando con Paypal, lo scorso dicembre hanno avuto diritto al rimborso. Coloro che, invece, hanno investito nel progetto e hanno chiesto a Kickstarter di riavere i propri soldi quando Zano è andato a gambe all'aria, sono rimasti con un pugno di mosche.