La rivoluzione tv parte dal cloud

Amazon, Sony e Apple muovono dal web alla conquista del colossale mercato dei programmi tv. Ma i grandi network tradizionali non ci stanno e sono decisi a vendere cara l'antenna

In Italia ci balocchiamo con la tv digitale terrestre (rigorosamente in bassa definizione!) e scoppia un caso quando Fabio Fazio invita in Rai, alla sua trasmissione 'Che tempo che fa', Fabio Caressa e Beppe Bergomi della pay tv satellitare Sky (è successo domenica 19 gennaio). Negli Stati Uniti, invece, l’attenzione dei telespettatori è rivolta a questioni decisamente più interessanti: Sony, Apple e Amazon stanno puntando i loro - potenti - riflettori sul business della tv on demand via web. Il Wall Street Journal sostiene che il colosso Amazon avrebbe contattato tre società di produzione tv per cercare di raggiungere un accordo di licenza di trasmissione via web dei loro programmi. Come se non bastasse, due settimane fa la giapponese Sony ha annunciato, all’annuale International Ces di Las Vegas, i propri piani di sbarco televisivo sul web. In realtà, con il mondo Playstation, Sony ha già messo nella tv via web molto più che un solo piede. Ma l’annuncio fatto dall’amministratore delegato in persona, Kaz Hirai, rivela piani ben più ambiziosi, che prevedono di offrire ai propri clienti non solo la tv in diretta via web, ma anche programmi on demand e la possibilità di registrarli nel cloud, nella nuvola di Sony, per rivederli quando si vuole e, soprattutto, dove si vuole. Se pensiamo che la società giapponese ha finora venduto, nel mondo, oltre 70 milioni di dispositivi in grado di collegarsi al web e mostrare del contenuto video (dalla Playstation ai televisori, ai tablet e ai telefonini Android), appare subito chiara la portata colossale di questa iniziativa.

Apple, dal canto suo, da tempi non sospetti ha reso pubblico l’interesse verso questo mondo con prodotti come Apple Tv, lo scatolino per ricevere i film dal web, e voci sempre più insistenti su un vero televisore con il marchio della mela di cui, in verità, si parla da 5 anni senza nessuna conferma. Sostenere che il mondo della tv, come lo conosciamo, stia per cambiare è sicuramente prematuro. Lo dimostrano i paletti che, con successo, i produttori cinematografici e di contenuti video pongono nei confronti dei nuovi arrivati dal web. In più c’è la pesante battuta d’arresto di Intel che, dopo due anni di infruttuosi tentativi di sfondare, si è appena decisa a vendere a un operatore telefonico Usa la propria evoluta tecnologia di trasmissione video via web. Eppure, nonostante le sconfitte in queste prime battaglie, la pressione dei colossi internet verso il tradizionale mondo della televisione via etere o satellitare si farà sentire sempre di più. Stay tuned.