Italia connessa: la classifica di Akamai

Più ombre che luci sullo stato di Internet nel nostro Paese che, insieme alla Turchia, è l'unico, in Europa, in cui l'internet broadband non supera il 50% degli utenti

Nel terzo trimestre dello scorso anno la velocità dell'internet europea è cresciuta del 10 per cento rispetto al trimestre precedente: la media, ora, è di circa 3,6 Mbps, ma resta comunque ancora inferiore a quello che è stabilito come il punto di partenza della banda larga, ossia 4 Mbps. Il record della velocità media appartiene ai Paesi Bassi, con circa 12,5 Mbps, mentre l'Italia si ferma a un poco decoroso 4,9 Mbps (circa il 24% in più rispetto all'anno precedente). Sono i numeri del rapporto sullo 'Stato di Internet' relativo al terzo trimestre 2013 pubblicato da Akamai Technologies, società che offre servizi cloud per l’erogazione di contenuti online e che dispone di una rete capillare (la Akamai Intelligent Platform) in grado di fornire dati quali la penetrazione di Internet, la sua velocità e l'origine degli attacchi informatici. L'Italia si pone al 46° posto per la penetrazione dell'internet broadband, ossia con velocità superiore a 4 Mbps, nella classifica Europa, Medio Oriente e Africa.

Navigare meno, navigare tutti? Se diamo un'occhiata alla velocità di picco di internet su rete fissa, il nostro Paese fa registrare un valore di 18,2 Mbps, ossia meno della metà del'analogo valore più elevato, che appartiene alla Romania ed è attestato sui 45,4 Mbps. Per l'Italia si tratta di un dato doppiamente negativo: in primo luogo perché siamo i soli, in Europa, al di sotto della soglia psicologica dei 20 Mbps. In secondo luogo perché, rispetto all'anno precedente, questa velocità è pure scesa del 4,9%, contro un aumento medio di circa il 20% registrato nel resto del continente. A livello europeo si mantiene sostenuta la crescita dell'internet high broadband, ossia delle connessione più veloci di 10 Mbps la cui penetrazione, negli ultimi 12 mesi, è raddoppiata. L'Italia, con il suo + 0,5%, rende ora disponibile l'Internet high broadband al 3,7% dei cittadini.

Per quanto riguarda gli attacchi informatici il rapporto di Akamai conferma la minaccia cinese. Infatti, nel terzo trimestre del 2013, ben il 35% di queste attività illegali ha avuto origine in quel Paese. L'Indonesia lo segue con il 20% e precede gli Stati Uniti, da cui hanno avuto origine l'11% degli attacchi. In questo documento in pdf potete leggere i dettagli dello stato dell'Internet in Europa secondo Akamai.