Internet of Things I L’anno della svolta in Italia

I dati dell’ultima ricerca condotta dall'Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano mostrano come il 2014 sia stato per l’Italia l’anno di una vera svolta. Dati, proiezioni e infografica

IOT5_0.jpgNumeri importanti: sono quelli che emergono dall’ultimo studio prodotto dalla School of Management del Politecnico di Milano  in collaborazione con il DEIB (Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria) e IoT lab e il supporto di ABB,  Doxa, Huawei, Vodafone e altre realtà importanti del mercato (*), a proposito dell’Internet of Things (IoT), ossia degli oggetti interconnessi tra loro e con gli utenti.

Cifre e percentuali che portano tutte ad un’unica conclusione: in Italia il 2014 è stato l'anno di svolta per l’Internet delle Cose, diventato elemento centrale per il business, con la prospettiva di rappresentare un fenomeno ancora più dirompente nei prossimi anni.

Si tratta di un mercato cospicuo, stimato in 1,55 miliardi di euro, trainato sia dagli ambiti tradizionali che utilizzano la connessione tramite rete cellulare, sia da applicazioni che sfruttano altre tecnologie di comunicazione e che costituiscono un ulteriore valore di 400 milioni di euro.

Ad oggi, infatti, sono circa 8 milioni gli oggetti interconnessi nel Paese tramite sim cellulare (+33% rispetto all'anno precedente), a cui si aggiungono le applicazioni che si appoggiano a tecnologie di comunicazione diverse, come wireless M-Bus, wifi, reti Mesh Low Power e bluetooth low Energy.

Gli ambiti per cui si attende la maggiore crescita nel 2015 sono in particolare Smart Car, Smart Home e Smart City. Sono destinate ad aumentare ulteriormente, infatti, le 4,5 milioni di auto connesse in italia principalmente grazie a box gps/gprs per la localizzazione del veicolo e la registrazione dei parametri di guida a scopo assicurativo.

Cresce, poi, l’attenzione dei consumatori per la casa intelligente, con il 46% dei proprietari di casa intenzionati ad acquistare prodotti soprattutto per la sicurezza e il risparmio energetico, mentre si amplia l’offerta grazie a nuovi player e servizi sul mercato.

Luci e ombre sulle Smart City

Secondo il Politecnico di Milano, l’anno in corso sarà certamente una fase di rilancio della Smart City, per cui quasi metà dei comuni italiani ha avviato negli ultimi 3 anni almeno un progetto basato su tecnologie IoT, nella maggior parte dei casi ancora in fase sperimentale.

Attualmente la Smart City rappresenta solo il 2% degli oggetti e il 4% del mercato, trainata principalmente dal trasporto pubblico e dall’illuminazione intelligente.

Quasi il 50% dei comuni italiani con oltre 40mila abitanti ha avviato negli ultimi 3 anni almeno un progetto Smart City basato su tecnologie Internet of Things e il 75% segnala la presenza di iniziative in programma per il 2015.

Ma con l'eccezione di alcune applicazioni per il monitoraggio del traffico, i progetti sono rimasti in fase sperimentale e sfruttano poco le possibili sinergie del paradigma dell'Internet delle Cose.

I progetti di Smart City tra i comuni italiani in esame rivelano che le amministrazioni puntano soprattutto sulla gestione della mobilità e sull’illuminazione intelligente come ponte verso altre applicazioni IoT.

Dalle risposte dei 62 comuni che hanno partecipato all’indagine emerge che il 58% ha già avviato progetti di gestione della mobilità per raccogliere e condividere informazioni relative al traffico, al trasporto pubblico e ai parcheggi disponibili. Il 52% ha avviato progetti di illuminazione intelligente che prevedono soluzioni IoT per regolare la luminosità con lampade a tecnologia led, riducendo i consumi energetici di oltre il 40% e i costi di manutenzione del 25%. Per il futuro, oltre a questi ambiti, si guarda anche a progetti di infotainment & servizi turistici (35%).

Di contro, però, la ricerca mostra una scarsa consapevolezza da parte dei comuni sul fatto che i progetti Smart City possano anche generare valore economico, grazie a una riduzione di costi o maggiori introiti, oltre alla soddisfazione dei cittadini.

L’Osservatorio Internet of Things stima infatti che un'adozione pervasiva a livello di sistema Paese dalle applicazioni di illuminazione intelligente, gestione della mobilità e raccolta rifiuti consentirebbe a cittadini, PA e aziende di risparmiare complessivamente ogni anno 4,2 miliardi di euro e migliorare la vivibilità delle città, tagliando l'emissione di 7,2 milioni di tonnellate di CO2 ed evitando l'equivalente di quasi 5 giorni l'anno per persona in coda nel traffico o alla ricerca di un parcheggio libero.

Le principali applicazioni

Ad eccezione dei 36 milioni di contatori elettrici (basati su tecnologia Power Line Communication), in Italia la maggior parte delle applicazioni Internet of Things consolidate continua a sfruttare la connettività cellulare.

Tra queste, le più diffuse sono relative alla Smart Car, che rappresenta il 55% del totale degli oggetti connessi tramite sim e il 38% del mercato, in crescita più del 50% sia per diffusione che per valore di mercato.

Seguono lo Smart Metering e lo Smart Asset Management nelle utility, con circa 1,7 milioni di oggetti connessi tramite sim (21% degli oggetti, 16% del mercato).

Crescono lo Smart Home & Building, che con applicazioni di videosorveglianza, sistemi di antintrusione e di telecontrollo degli impianti di climatizzazione e riscaldamento rappresenta l'8% degli oggetti e il 23% del mercato, e la Smart Logistics, con applicazioni di gestione delle flotte aziendali e antifurti satellitari (5% degli oggetti, 14% del mercato).

La "casa intelligente" al centro dell'Internet of Things

Nell'ultimo triennio sono cresciute del 40% le startup che offrono soluzioni per la Smart Home e nello stesso periodo l’entità dei finanziamenti erogati da investitori istituzionali è cresciuta del 270%.

L’interesse dei consumatori italiani verso soluzioni per la casa connessa inizia a essere diffuso. La survey dell'Osservatorio Internet of Things rivela come un proprietario su quattro disponga già di almeno un oggetto intelligente per la sua abitazione e uno su due abbia intenzione di acquistarne in futuro.

Le applicazioni più desiderate sono quelle che portano benefici tangibili, come quelle per la sicurezza, che interessano al 47% dei proprietari, o per il risparmio energetico: il 46% è interessato a soluzioni per la gestione del riscaldamento, il 33% per il monitoraggio consumi energetici e il 31% per la gestione da remoto degli elettrodomestici.

L’interfaccia preferita dagli utenti è l’app (69%), a dimostrazione di come smartphone e tablet abbiano un ruolo chiave nell'avvicinare il consumatore alla tecnologia.

Infine entra in scena anche la wearable technology: il 41% dei proprietari, infatti, vorrebbe in futuro poter monitorare e gestire gli oggetti intelligenti presenti in casa tramite dispositivi indossabili.

 

 

 

(*)L'edizione 2014-2015 dell'Osservatorio Internet of Things è realizzata in collaborazione con il DEIB (Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria) e IoT lab e con il supporto di ABB, AlmavivA, Cisco, Doxa, Easydom, GEWISS, Huawei, ICE, Indra, Intesa Sanpaolo Smart Care, Macnil – Gruppo Zucchetti, Menowatt Ge, Olivetti, SIA, Siemens, Snam, Telecom Italia Digital Solutions, Vodafone Italia; 3 Italia, Ariston Thermo, BNP Paribas Cardif, GS1 Italy | Indicod-Ecr, HERE, Microsoft, Vimar.

(17 aprile 2015)