Intel abbandona il chip Atom per smartphone. E Apple...

Intel abbandona il mercato dei chip per smartphone e tablet. Atom, il prodotto della casa americana per questi mercati, resterà attivo solo nei mini pc. Apple, intanto...Facciamo il punto su quanto sta accadendo!

Intel, il chipmaker inventore del personal computer di massa ha annunciato di voler uscire dal mercato dei chip per smartphone e tablet, ormai non più abbastanza redditizio. La casa di Santa Clara focalizzerà le sue forze sul più profittevole (in prospettiva) mercato dei chip per l'internet delle cose e per il 5G.

Atom, il chip lanciato nel 2008 per il mercato dei mini pc e, con le versioni successive, anche dei tablet e degli smartphone non ha mai, davvero, incontrato il favore dei produttori di terminali che, quanto meno in termini di volumi, hanno da sempre continuato a preferire i prodotti di Mediatek e Qualcomm.

La decisione di Intel fa il paio con quella di licenziare 12mila dipendenti (circa il 10% del totale), conseguenza, anche, del sempre più marcato calo di profitti nel mercato dei pc, ormai commodity da scaffale.

Ma se Intel si riposiziona anche Apple, il suo storico concorrente, deve fare qualche riflessione: il colosso di Cupertino ha chiuso il trimestre con un calo di fatturato del 13%. Per la prima volta dopo 13 anni.

La performance negativa, benché attesa dagli analisti, ha trascinato al ribasso con sé, oltre alle azioni Apple, anche quelle dei principali produttori di chip. Negli ultimi 12 mesi il valore del titolo di Apple è sceso di circa il 20%.

Queste due notizie, viste l'una al fianco dell'altra, suggeriscono qualche riflessione. La prima è che il pendolo sta muovendosi con più decisione verso Oriente. Infatti, chip innovazione e design, che da sempre e storicamente sono i campi d'elezione della tecnologia americana, non bastano più a reggere gli attacchi concentrici dei produttori orientali di telefonini e dei produttori specializzati per i mercati del mondo smartphone e tablet.

La seconda riflessione è che questi eventi, quanto meno nel caso di Intel, potrebbero segnare l'inizio della vera tecno-rivoluzione del XXI secolo, quella del cloud e dell'internet delle cose. Entrambi settori nei quali, per ora, i competitor cinesi e coreani sono, al momento, indietro. Vedremo gli sviluppi nei prossimi mesi.