Il nuovo corso di Microsoft

Microsoft sorpassa Google e Yahoo! nel delicato tema della protezione dei dati personali. E, dopo anni, interpreta la parte del buono

La strada di Microsoft

Quando si parla di digitale, Microsoft è da sempre considerato il Darth Vader del web, mentre Google il Luke Skywalker della Rete. Ora, però, il colosso di Redmond segna un punto a suo favore: offrirà agli utenti la possibilità di scegliere di archiviare i propri dati su server al di fuori dei confini americani. I cittadini europei, sudamericani e asiatici, dunque, se pure non saranno al sicuro dalle intercettazioni della famigerata National Security Agency (Nsa), possono almeno sperare di essere protetti o tutelati dalle proprie leggi nazionali. Questa mossa può essere interpretata come una risposta allo scandalo che, dopo le rivelazioni dell’ex agente Usa Edward Snowden, ha investito la Nsa sia in Europa, con la scoperta dell'intercettazione illegale della cancelliera tedesca Angela Merkel ad opera del programma di spionaggio Prism, che in Sudamerica, con la rivelazione che lo stesso sistema di sorveglianza elettronica era applicato ai danni dei presidenti brasiliano Dilma Rousseff e messicano Enrique Peña Nieto.

Probabilmente Microsoft non ha fatto questa scelta per spirito libertario ma per mantenere le proprie quote di business e, se possibile, incrementarle a spese degli avversari. Ad ogni modo la decisione rende l'inventore di Windows un po' più simpatico rispetto a rivali come Google e Yahoo!, che non hanno risposto con fermezza quando il caso Snowden ha portato allo scoperto le infiltrazioni dello spionaggio americano sulle loro reti dati, accettando di fatto il duro colpo inferto alla credibilità e alla sicurezza dei data center in territorio americano.