Per Huawei e Ntt Docomo il web sarà ancora più veloce

La cinese Huawei e Ntt Docomo, operatore giapponese di telecomunicazioni, hanno eseguito per la prima volta un collegamento ultraveloce in 5G, la rete mobile della prossima generazione. Contemporaneamente, Alcatel-Lucent dimostra che è possibile il web a supervelocità senza portare la fibra ottica fino in casa

Huawei e Ntt Docomo, due colossi delle telecomunicazioni, hanno effettuato con successo a Chengdu, in Cina (foto in apertura), un test di trasmissione utilizzando la rete di nuova generazione 5G che, nei progetti degli operatori, dovrebbe diventare un sistema commerciale nel 2020.

In gergo la tecnologia usata si chiama Mu-Mimo (Multi-User Mimo, dove Mimo sta per multiple input, multiple output) ed è una trasmissione radio che, usando la banda a 6 GHz, ha consentito di fare il download di dati alla stratosferica velocità di circa 1.340 Mbps (Megabit al secondo). Per la prima volta, i test sono stati compiuti su larga scala, distribuendo contemporaneamente il segnale a 24 diversi dispositivi.

Per avere un'idea tenete conto che l'odierno 4G arriva, al massimo, più o meno attorno ai 320 Mbps. La fibra ottica di casa arriva a 100 Mbps mentre una comune adsl si piazza attorno ai 7 Mbps. 

Il che vuol dire che per scaricare un dvd blu ray da 9 GB, con il 5G servirebbe circa 1 minuto, contro i 12 che servono alla fibra ottica a 100 Mega e i 4 minuti dell'Lte attuale al suo meglio.

Secondo Huawei, i test delle tecnologie Mu-Mimo, F-Ofdm, Scma e 5G radio di nuova generazione consentiranno una maggiore efficienza d'uso della banda larga mobile e permetteranno comunicazioni 5G stabili. 

Il colosso cinese prevede di lanciare, in collaborazione con i partner, le prime reti pilota 5G nel 2018, finire i test l'anno successivo e lanciare il servizio commerciale nel 2020.

UNA GARA DI VELOCITÀ TRA ORIENTE E OCCIDENTE


Foto di Vin Vinnie da Flickr (CC)

Se in Estremo Oriente la tecnologia galoppa, l'Occidente non sta con le mani in mano. Infatti, negli stessi giorni degli esperimenti 5G di cui vi abbiamo appena raccontato, in Gran Bretagna, nei pressi di Newcastle, Alcatel-Lucent e British Telecom compivano esperimenti di trasmissione ultraveloce in banda ultralarga usando una tecnologia chiamata G.fast.

Grazie a essa 2.000 abitazioni della località di Gosforth, penalizzata dal fatto di essere difficilmente raggiungibile dalle connessioni in fibra ottica, potranno godere di internet fino alla velocità di 330 Mbps per almeno 9 mesi, ossia il tempo previsto per la sperimentazione. I vantaggi di una simile velocità permettono, per esempio, di vedere diversi film in streaming 4k da Netflix nello stesso tempo. G.fast, infatti, elimina la necessità di posare la fibra fino alle case perché sfrutta il normale doppino telefonico di rame fino a circa 300 metri dal punto di arrivo della fibra ottica. In questo modo scendono di molto sia i tempi di cablaggio sia i costi dell'infrastruttura.

Secondo Cormac Whelan, ceo di Alcatel-Lucent Uk & Irlanda, «le più recenti previsioni degli analisti sostengono che, entro i prossimi cinque anni, per ogni singolo secondo di tempo un milione di minuti di contenuti video attraverserà internet, sia fissa sia mobile. La domanda di banda larga non è mai stata così grande e il sistema G.fast arriva al momento giusto».

Vedremo se, e quando, l'internet a banda ultralarga arriverà anche nelle zone remote del nostro Paese.

(12 ottobre 2015)