Gnammo, il social eating va in Parlamento

Gnammo, la piattaforma di sharing eating che consente di organizzare occasionalmente eventi culinari in casa propria, arriva in Parlamento e fa sentire il suo punto di vista. Novità in arrivo? Tutti i dettagli

 

Tutti chef a casa propria! Ma non per cucinare ai soliti amici e parenti, bensì per mostrare le proprie abilità culinarie a utenti della rete, disposti a venire da noi e anche a pagare per gustare il menù che abbiamo proposto. Queste, in sintesi, sono le grandi possibilità offerte dalla piattaforma Gnammo, il sito di social (o sharing!) eating che consente a chiunque di traformarsi per una sera o più in cuoco provetto.

Un sistema che, già come altri prima (pensiamo ad Airbnb o al contestatissimo Uber) stanno innovando il sistema economico, creando opportunità di guadagno fai-da-te dove prima non ce n'erano. La questione, ovviamente, è complessa e si scontra con i pro e i contro, talvolta con le norme vigenti e anche con aspetti legati alla sicurezza individuale.

E' di oggi la notizia che gli organizzatori di Gnammo sono stati convocati in audizione presso la X Commissione Attività produttive, Commercio e Turismo della Camera dei Deputati, al fine di confrontarsi proprio sul come valorizzare e regolare un'opportunità di sviluppo. In particolare è in discussione la risoluzione 7/00824, promossa dal deputato Angelo Senaldi, circa la differenziazione che Gnammo propone tra le attività di social eating, in cui un soggetto propone eventi culinari nella propria abitazione, occasionalmente senza organizzazione d’impresa rivolta al pubblico, dal caso in cui la stessa attività sia organizzata regolarmente o, comunque, con un’impresa rivolta al pubblico, l'home restaurant

La proposta di Gnammo al riguardo, consiste nel definite dei tetti numerici che differenzino il social eating dall'home restaurant. Per esempio  8 eventi in un mese  oppure 30 in un anno, con una soglia di soldi ricevuti di 5.000 euro nell'arco dei 12 mesi. Oltre questi limiti Gnammo ha espresso anche la necessità di elaborare norme di regolamentazione quali una scia semplificata ed unica a livello nazionale, la formazione dei cuochi secondo precisi contenuti relativi ad hccp e sicurezza alimentare e la redazione di un manuale, anche se relativo ad una struttura domestica, di autocontrollo haccp.

In più di un'ora di audizione la commissione ha approfondito quindi le tematiche relative alla fiscalità che deve essere seguita da un soggetto che offre servizi di home restaurant, ma soprattutto sulla sicurezza e l'igiene alimentare, tema su cui Gnammo è attento e per cui entro il mese di marzo produrrà corsi on line per tutti i propri cuochi, con l'intento di ridurre l'incidenza domestica delle intossicazioni alimentari e diffondere cultura in materia.

Vi terremo aggiornati sui futuri sviluppi. Stay Tuned!

 

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